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VOTO PER I CITTADINI ITALIANI  TEMPORANEAMENTE ALL’ESTERO?  PRESENTATO IL DISEGNO DI LEGGE


Martedì 15 ottobre i senatori Aldo Di Biagio, Claudio Micheloni, Gianpiero Dalla Zuanna e Stefania Zannini, hanno presentato in Senato un disegno di legge che mira a garantire il diritto di voto anche agli italiani temporaneamente all’estero
, finora esclusi dalla Legge Tremaglia e da appositi provvedimenti normativi che invece lo consentono a militari, dipendenti di Amministrazioni dello Stato e docenti.

Per il primo firmatario del disegno di legge, Aldo Di Biagio, quello del voto degli italiani temporaneamente all’estero è un tema delicato, esploso, come ben ricorderete, nel corso della passata campagna elettorale per le elezioni dello scorso febbraio, quando anche gli studenti italiani in giro per l’Europa grazie al progetto Erasmus, protestarono.
Scopo del disegno di legge è quindi quello, basilare, di colmare un vuoto normativo che dura da troppo tempo. Per la stesura dell’articolato si è tenuto conto delle esperienze di docenti e studenti che risiedono all’estero, confrontandosi con i due Ministeri coinvolti, quello degli Affari Esteri e quello dell’Interno.
In una società in continua evoluzione è fondamentale adeguare le leggi alle esigenze dei cittadini. Ha inoltre spiegato il senatore Di Biagio, che «il disegno di legge non disarticola nulla, ma va a legarsi alla Legge Tremaglia già esistente. Inoltre, la modalità con la quale si vuole garantire il diritto di voto per questa ‘categoria di cittadini italiani’ è per corrispondenza».

Il disegno di legge presentato non è rivolto solo agli studenti Erasmus, ma anche agli imprenditori, ai lavoratori che risiedono all’estero da poco e che non sono, o perlomeno non ancora, iscritti all’A.I.R.E. .
Per il senatore Zanna, che spiega come ci si sia confrontati  con Farnesina e Viminale per cercare di trovare una proceduradi voto pratica ed economica, garantire il diritto di voto a tutti  è una questione di civiltà.
Claudio Micheloni, senatore eletto in Europa, pone l’accento sulla protesta degli Erasmus dello scorso febbraio: «voglio contraddire l’amico Di Biagio: si tratta di un tema di grande attualità. Per questo, lo invito a sollecitare il Presidente del Senato affinchè affidi questo decreto legge alla Commissione Affari Costituzionali, che ora sta lavorando alla legge elettorale». Ricordando che nella precedente legislatura si era molto vicini alla soluzione del problema, Micheloni spera che il disegno di legge in questione venga assegnatoquanto prima alla I Commissione.
Convinta sostenitrice del disegno di legge anche la senatrice Giannini, già rettore della Stranieri di Perugia, secondo la quale il testo «ha un valore politico e culturale molto significativo: si interviene, con metodi non invasivi, dimostrando sensibilità politica alla nuova società europea, sempre in confronto con la mobilità».
Si tratta di un disegno di legge che non solo ha un valore politico attuale, ma mira ad anticipare il corso della storia e della società europea, dando ad una generazione in crescita una nuova opportunità.

«Il programma “Erasmus Plus”- ha infatti ricordato Giannini- dal 2014 al 2020 metterà in mobilità 5 milioni di studenti in Europa, di cui circa il 10% italiani».

In sintesi il disegno di legge, composto da quattro articoli, interesserebbe gli italiani che, al momento dell’ indizione delle elezioni:
-siano residenti all’estero almeno da un mese;
-siano iscritti ad un elenco speciale in Consolato;
-che abitino lontano almeno 300 chilometri dal comune di appartenenza;
-che prevedano di risiedere all’estero almeno fino a tre mesi dopo le elezioni;

Per votare per corrispondenza, gli italiani temporaneamente all’estero che rientrino in almeno una delle suddette cstegorie, come prima cosa devono iscriversi al portale gestito dal Ministero degli Affari Esteri, “Dove siamo nel mondo”, che verrebbe aggiornato con una sezione appositamente dedicata.

In caso non lo facesseoro, il disegno di legge prevede l’iscrizione anche entro dieci giorni  dalla data delle elezioni.
Entro questo stesso termine, il connazionale dovrà comunicare al suo comune di residenza che vuole votare all’estero.

A questo punto, il lavoro resta da fare solo per le Istituzioni: ai comuni l’obbligo di aggiornare tempestivamente il Viminale che, a sua volta, avviserà la Farnesina
Spetterà infine al Ministero degli Affari Esteri trasmettere tutte le informazioni agli uffici diplomatico-consolari a cui toccherà stilare l’elenco dei cittadini italiani temporaneamente all’estero.

E voi, numerosi italiani temporaneamente residenti in Spagna, cosa ne pensate del disegno di legge presentato in Senato? Pensiate che il voto per corrispondenza sia la soluzione più economica e giusta o preferireste esprimere uno dei vostri diritti fondamentali per via telematica?
Aspettiamo i vostri commenti.

 

 

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