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REDDITO DI EMERGENZA DI 400 EURO ANCHE PER GLI ISCRITTI AIRE CHE SONO RIENTRATI IN ITALIA ENTRO GIUGNO 2020

In questi mesi di pandemia molti italiani all’estero hanno perso il lavoro a causa dei blocchi delle attività e non rientrano, nei paesi di residenza, negli ammortizzatori sociali locali o, se ci rientrano, questi non sono sufficienti a rendere possibile la loro permanenza all’estero.

In conseguenza di questa situazione, molti cittadini italiani sono stati costretti a rientrare in Patria. Si tratta in larga parte di coloro che sono partiti negli ultimi anni, soprattutto in Europa e che lavoravano prevalentemente nei settori della ristorazione o del turismo e con contratti a tempo, precari o in nero.

Contrariamente a quanto avveniva con il reddito di cittadinanza, che prevede la residenza in Italia da almeno cinque anni per accedervi, con il DL rilancio licenziato dal Governo è stato previsto il Rem (Reddito di Emergenza), a cui possono accedere anche questi italiani all’estero (includendo gli iscritti AIRE) che hanno perso il lavoro e che sono rientrati o rientrano in Italia entro giugno, trasferendo la residenza.

Giuseppe Provenzano

“Si tratta di un provvedimento di emergenza a carattere universale e di un’esigenza di giustizia sociale” spiega a 9Colonne il Ministro Provenzano, che è stato tra coloro che con più forza hanno voluto una copertura anche per gli italiani emigrati.

“Chi è stato costretto a partire negli ultimi anni – spiega ancora il Ministro – ha già subito una penalizzazione, uno sradicamento da luoghi e affetti, ha dovuto attraversare difficoltà di integrazione e adattamento in un nuovo Paese, dove oggi ha perso lavoro, reddito e possibilità di sussistenza e si è visto costretto a ripartire, subendo un secondo disagio e un nuovo sradicamento”.

“A queste persone – conclude Provenzano – abbiamo voluto dire, nelle pur difficili ristrettezze economiche in cui ci troviamo: ‘sappiamo che ci siete anche voi e non vogliamo lasciarvi soli, se tornate, come soli eravate quando siete partiti’. È dunque giusto che al Rem accedano anche loro perché, lo dico spesso, al diritto di partire, come quello degli immigrati ai quali pure abbiamo pensato, deve corrispondere un diritto a restare e l’opportunità di tornare. E lo Stato deve lavorare per garantire sostegno in ognuno di questi momenti”.

Angela Schirò

In una nota la deputata Angela Schirò specifica che “a differenza del reddito e della pensione di cittadinanza che sono stati, impropriamente, subordinati alla residenza continuativa in Italia da almeno due anni al momento della presentazione della domanda, il reddito di emergenza – introdotto dal Decreto Rilancio appena approvato dal Consiglio dei ministri – non prevede un periodo preventivo di residenza in Italia e potrà quindi essere richiesto dai nostri connazionali iscritti all’AIRE rientrati nel territorio italiano in questi ultimi mesi. 

E continua “E’ ovvio che per avere diritto al reddito di emergenza bisognerà soddisfare i requisiti richiesti dalla legge. Il Decreto Rilancio introduce il Reddito d’emergenza quale misura di sostegno al reddito per i nuclei familiari in conseguenza dell’emergenza epidemiologica, erogato dall’Inps in due quote ciascuna pari all’importo di 400 euro. Le domande per il reddito di emergenza (REM) devono essere presentate entro il termine del mese di giugno 2020.”

Inoltre la Schirò ricorda che “Il REM viene riconosciuto ai nuclei familiari in possesso di determinati requisiti fra i quali il valore del reddito familiare, del patrimonio mobiliare familiare (esempio il conto in banca) e dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE). Il REM non è compatibile con alcune indennità e con la presenza nel nucleo familiare di componenti che siano titolari di pensione diretta o indiretta (reversibilità), titolari di un rapporto di lavoro dipendente la cui retribuzione lorda sia superiore ad una certa soglia; percettori di reddito di cittadinanza ovvero di misure aventi finalità analoghe.”

E’ necessaria la residenza in Italia ma da qualsiasi momento prima della presentazione della domanda. Le richieste possono essere presentate presso i centri di assistenza fiscale e presso i patronati.

Fonte: 9Colonne 18 maggio 2020

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