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Progetto “Waves of legality, waves of citizenship”: in 15 lingue diverse per rendere omaggio al giudice Falcone

Sono partiti ieri, 22 maggio, da Civitavecchia i 50 partecipanti al progetto “Waves of legality, waves of citizenship” promosso dalla Fondazione Giovanni e Francesca Falcone con il supporto del programma comunitario “L’Europa per i cittadini” e della Regione Siciliana. Ed alcuni di loro oggi, seguendo l’introduzione di Maria Falcone, aprono gli interventi all’Albero Falcone, leggendo in 15 diverse lingue una frase del Giudice ucciso il 23 maggio di 19 anni fa. I 50 partecipanti, provenienti da 16 diversi Paesi europei (Olanda, Francia, Romania, Spagna, Belgio, Ungheria, Grecia, Macedonia, Bulgaria, Lettonia, Albania, Lituania, Estonia, Austria, Serbia, Croazia e ovviamente Italia) si sono uniti infatti agli oltre 2.000 studenti che, partiti da Civitavecchia e Napoli con le “Navi della legalità”, sono giunti questa mattina a Palermo.

I 50 ragazzi e ragazze hanno già partecipato nei giorni scorsi a diverse iniziative in Sicilia, incontrando esponenti della Magistratura – fra cui il presidente del Tribunale di Palermo, Leonardo Guarnotta, ed procuratore Antimafia aggiunto Nino Di Matteo -, della società civile – fra cui le cooperative che gestiscono beni confiscati alla mafia come la ITI Caffé – e del mondo del sociale.

Fra i partecipanti, appartenenti per lo più a diverse organizzazioni della società civile europea, vi sono anche, nel gruppo italiano, alcuni ragazzi dell’area penale, che stanno scontando pene alternative alla detenzione o sono in “messa alla prova” e che stanno conducendo un percorso personale di formazione ed impegno civile.

Particolarmente forte, dal punto di vista emotivo e culturale, è stato nei giorni scorsi l’incontro svolto dal gruppo internazionale con i ragazzi delle carceri penali minorili siciliane e con gli operatori della Giustizia minorile. L’incontro, che si è tenuto all’interno del complesso penale Malaspina di Palermo, ha permesso ai partecipanti stranieri di conoscere il difficile lavoro svolto nel settore della prevenzione e del recupero della devianza minorile.

Altro momento particolarmente significativo e fortemente emotivo è stata la visita al “Giardino della memoria” del comune di San Giuseppe Jato vicino Palermo, realizzato nel luogo dove nel 1996 fu ucciso il piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio del collaboratore di Giustizia Santo Di Matteo.

Questa mattina, appena arrivati a Palermo, i giovani del progetto “Onde di legalità, onde di cittadinanza” si sono recati presso l’aula bunker del carcere dell’Ucciardone e successivamente al “Villaggio della legalità” realizzato in una piazza cittadina, per partecipare infine al corteo da via D’Amelio, luogo della strage in cui fu ucciso il Giudice Paolo Borsellino con gli agenti della sua scorta, fino all'”Albero Falcone” sotto la casa del magistrato ucciso il 23 maggio di 19 anni fa.

Qui, come detto, è stato proprio un gruppo di rappresentanti stranieri che, seguendo Maria Falcone, presidente e fondatrice della Fondazione Falcone, ha dato inizio agli interventi, leggendo in 15 lingue diverse una frase di Giovanni Falcone. (aise)

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