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Referendum 2011: interrogazioni parlamentari sul quesito nucleare

Giovedì prossimo, 9 giugno, alle 16 (ora locale) scadrà il termine per inviare ai Consolati i plichi con le schede votate dai connazionali all’estero per il referendum.

Nel frattempo si moltiplicano, in Italia, le interrogazioni parlamentari che chiedono al Governo di fare luce sul destino del voto sul quesito nucleare: come noto, infatti, gli italiani all’estero avevano già ricevuto la scheda 3 con il vecchio quesito, quando la Cassazione ha confermato l’ammissibilità dello stesso, ma cambiando i riferimenti normativi (in questo caso alcuni commi del decreto Omnibus) da abrogare votando “sì” o mantenere votando “no”.

Un’incertezza, questa, che preoccupa non poco i promotori del referendum, visto che gli italiani all’estero concorrono al raggiungimento del quorum.

E mentre alla Camera l’onorevole Evagelisti (Idv) denuncia “irregolarità verificatesi nelle procedure per il voto referendario da parte di cittadini italiani residenti in Argentina”, il leader dell’Udc, Pieferdinando Casini invita la Presidenza “ad attivarsi affinché il Governo assicuri la trasparenza e la certezza del diritto in ordine alle procedure elettorali”.

Oltre all’interrogazione di Di Biagio (Fli) che dovrebbe essere discussa domani, anche l’onorevole Realacci e il senatore Ceccanti, entrambi del Pd, hanno interrogato Maroni e Frattini per sapere “come il Governo intenda comportarsi con il voto degli italiani all’estero”.

Realacci, in particolare, riferisce di molte richieste giunte dall’estero al comitato “Vota Sì per fermare il nucleare” per “chiarimenti sulla necessità o meno di votare la scheda sul nucleare contenuta nel plico ricevuto dal consolato”.

Ceccanti, dal canto suo, sottolinea: “è una questione urgente che deve trovare subito un’adeguata risposta”.(aise)

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