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Madrid fuori circuito – intervista a Francesca Serena Nuzzaco

Giovedì 6 Febbraio alle 19.00 presso il ComItEs di Madrid (Calle Agustín de Bethencourt, 3) Francesca Serena Nuzzaco, storica dell’arte, pubblicitaria e blogger di www.vivereamadrid.it, presenterà il suo libro “Madrid fuori circuito, 100 esperienze per innamorarsi della città”.
Un’opera ironica e leggera, 100 itinerari  che mostrano il volto più autentico della città, e aiutano a scoprire lo spirito di questa splendida metropoli, le sue radici storiche e la sua irrefrenabile energia.
Queste 100 esperienze fanno innamorare non solo di una città, ma di una cultura simile a quella italiana, eppure profondamente diversa diversa. E fra punti di contatto e differenze, alla fine si é costretti ad ammettere che Madrid è unica al mondo.

Parteciperà alla presentazione  il consigliere esecutivo del Comites, Pietro Mariani.

Il nostro portale ha rivolto alcune domande a Francesca Nuzzaco per raccontarci come é nata l’idea di quest’opera divulgativa sulla città di Madrid, i suoi quartieri, gli itinerari gastronomici  e culturali e le sue tradizioni cosí speciali visti con gli occhi e il cuore di una italiana innamorata della città che ha scelto per vivere e lavorare.

D- Francesca, una pugliese a Madrid. Come mai sei finita al centro della Spagna? Non ami il mare?
R- Mi piace questa domanda perché ha come elemento dominante l’amore! Adoro il mare, ed effettivamente è una delle cose di cui ho più nostalgia nella mia vita madrilena, ma anni fa mi innamorai di uno spagnolo e mi trasferii a Madrid, città che mi ha fatto perdere la testa. Quindi la mia è una storia d’amore a tutto tondo, una storia colma di felicità.

D- Mi raccontavi che sei a Madrid da più di 5 anni.  Qual è il tuo primo ricordo di questa città?
R-  Il mio primo ricordo è tragicomico… A pochissimi giorni dal mio trasferimento ero a Puerta del Sol, impegnata a guardarmi attorno e affezionarmi alla città, quando vidi un capannello di persone che scattavano delle foto, filmavano, e guardavano con estremo interesse qualcosa. “Un’opera d’arte!!” pensai eccitatissima, avvicinandomi alla gente.
Non posso descrivere il mio choc nello scoprire che tutte quelle persone filmavano e fotografavano una banalissima placca di metallo, delle dimensioni di un libro, che segna il punto di partenza del kilometraggio delle strade spagnole, il celeberrimo “Km0”.
In quel momento fui assalita da una terribile nostalgia del bello e dell’antico, ma poi con una risata iniziai la mia nuova vita spagnola. Vivere all’estero è un grande privilegio, perché nonostante i momenti duri ci permette di crescere, superare i preconcetti e avere due patrie, due lingue e fondere due culture.

D- Fu questa riflessione nata sul Km 0 che ti portò ad aprire il tuo blog www.vivereamadrid.it?
R- Non proprio, o forse si… devo ammettere che il blog è nato da una mancanza, e si è poi trasformato in un grande compagno e supporto. Appena arrivata a Madrid fui assalita da una tremenda nostalgia dei miei amici e della mia famiglia. Non sapevo dove e come conoscere gente, gironzolavo da sola per la città e pensavo “6 milioni di abitanti e io non ho nemmeno un amico!”. Allora decisi di coger el toro por los cuernos e aprii www.vivereamadrid.it, il mio amico immaginario a cui raccontare le mie impressioni su questa città e sulla vita in Spagna, in un modo molto ironico e leggero. Ebbene penso che sia stata un’idea geniale, perché in poco tempo il blog ha iniziato ad essere conosciuto, e tanta gente ha iniziato a scrivermi per complimentarsi, salutarmi e propormi cañas per la città.
E così tramite il blog conoscevo italiani, mentre rafforzavo l’amicizia con i miei conoscenti spagnoli nel tentativo di saziare la mia curiosità sulla vita in Spagna, i modi di dire, le tradizioni, etc.

D- Due mesi fa è uscito il tuo libro “Madrid fuori circuito- 100 esperienze per innamorarsi della città”. Come mai questa idea? Cosa ti ha spinto a voler scrivere una guida turistica alternativa su Madrid?
R- La storia del libro è un po’ tortuosa, ma a lieto fine! Ebbi una proposta editoriale dalla Newton Compton per scrivere le 101 cose da fare a Madrid (della celebre catena), e quindi euforica iniziai a lavorare su questo progetto. Scrivere le 101 esperienze lavorando, avendo un blog, un fidanzato e una vita sociale è stata la sfida della mia vita ma ce l’ho fatta. Peccato che a 20 giorni dalla presunta data di pubblicazione la casa editrice mi comunicò che per ragioni interne non avrebbero più pubblicato il mio libro! Che fare? Anche questa volta non mi restò altra scelta che coger el toro por los cernos e decisi di auto pubblicare il libro, cambiando il titolo e togliendo un’esperienza!

D- Posso chiederti quale esperienza hai tolto?
R- Certo! Era una sulle famose 4 torri di Madrid. È stato difficile scegliere quale togliere, ma alla fine ho optato per questa perché le torri mi ricordano la Spagna del ladrillo e delle costruzioni senza limiti, che è la Spagna che non amo.

D- E tra le 100 esperienze che hai lasciato sulla nuova edizione di Madrid fuori circuito qual è quella a cui sei più affezionata?
R- Difficile scegliere! Forse  “Tapparsi le orecchie in calle de Fray Ceferino González”. La prima volta che finii in quella strada (per sbaglio!) ne rimasi davvero sbalordita!

D- Come definiresti “Madrid fuori circuito”? A chi consigli questo libro e perché?
R- Mi piace pensare al mio scritto come ad una guida turistica alternativa, che propone itinerari diversi. In questo libro ho espresso me stessa, le mie idee e quello che io amo della città e della cultura spagnola. Penso che la passione muove il mondo, quindi consiglio questa guida a tutti coloro che cercano nuovi percorsi e vogliono uscire dagli schemi per sperimentare.

D- In questi mesi hai venduto molte copie del tuo ebook, qual è il commento più bello che hai ricevuto?
R- Indubbiamente quello di  Diego, un ragazzo spagnolo che parla italiano e mi ha scritto “te has cargado la cultura underground de Madrid” per me queste parole sono state come un premio Nobel, perché è esattamente quello che desideravo: raccontare l’altra Madrid, quella fuori circuito appunto.

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