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Leopardi. L’ alba del nichilismo, l’1 Giugno al ComItEs di Madrid

Il ComItEs di Madrid, ha il piacere di informare, tutti gli amanti della cultura italiana che il prossimo 1 di giugno si terrà la IX Sessione del Seminario Permanente di Studi Leopardiani con la visita del filosofo Luigi Capitano.

Luigi Capitano è Dottore di Ricerca in Filosofia con una tesi su Leopardi e la genealogia del nichilismo (Palermo 2010) che ha avuto il Premio Speciale del Centro Nazionale di Studi Leopardiani Recanati 2012, ora in corso di  pubblicazione ad opera dell’Editoriale Orthotes con il titolo: Leopardi. L’ alba del nichilismo.

Si è occupato, in particolare, dei rapporti tra filosofia e letteratura, con studi su Dante, Leopardi, Pirandello, Kafka, ecc. Ha collaborato in diverse riviste  e in diversi volumi collettanei, fra i quali Filosofie nel tempo. Percorsi monografici, Spazio tre, Roma 2007 (Curato da Giorgio Penzo).

Il Professor Capitano terrá una conferenza all’Università Complutense di Madrid alle ore 12 con il titolo:

“Cose che non sono”. Ermeneutiche

del nulla e dell’immaginazione in Leopardi.

(Facoltà di Filologia, Seminario D-315, edificio D, secondo piano, Metro Ciudad Universitaria).

Nello stesso giorno, primo Giugno, dalle 17 alle 19 ore, verrà presso la sede del Com.It.Es (Comitato degli Italiani all’estero) all’interno del Consolato  Italiano, dove si terrà in anteprima la presentazione del libro:

Leopardi. L’ alba del nichilismo.

Oltre alla presenza dell’autore, interverranno Giovanni Simone, Segretario del ComItEs di Madrid, Elisabetta Bagli, Ambasciatrice Universum Academy Spagna e poetessa, e Cristina Coriasso, esperta di Leopardi e Collaboratrice onoraria del Dipartimento di Filología Italiana UCM.

Alla fine della presentazione si offrirà un brindisi per il pubblico presente.

Un’occasione unica per investigare, nella confluenza di poesia e filosofia, il senso del nulla in Leopardi, sotto il prisma dell’analisi esperta di  Luigi Capitano che possiamo cominciare a desumere e meditare dalle riassuntive parole dell’autore che appariranno  in copertina, nel volume di più di mille pagine:

Frutto di una vasta ricerca di dottorato (premiata nel 2012 dal Centro Nazionale di Studi Leopardiani), questo saggio ripropone da un’angolazione inedita la tematica del nichilismo leopardiano, rimasta al centro di una vivace controversia ermeneutica nell’ultimo scorcio del Novecento. I termini della questione si trovano qui rilanciati e riposizionati intorno alla prospettiva di una genealogia del nichilismo.

«Da dove proviene il più inquietante dei nostri ospiti?», chiedeva Nietzsche nell’incipit della sua progettata, e rimasta interrotta, Volontà di potenza. È ben difficile poter indicare chi, prima del poeta-pensatore di Recanati, abbia saputo suggerire delle risposte ad una domanda tanto ardua, aprendo squarci illuminanti sui grandi rivolgimenti simbolico-concettuali di una modernità che degrada verso un mondo sempre più destituito di senso.

In tale ottica, Leopardi si rivela non solo come il più inattuale vate dell’assurdismo contemporaneo, ma anche come il primo inavvertito genalogista del «nichilismo europeo». Partendo dal doppio osservatorio leopardiano-nietzscheano, i preludi teorici di tale fenomeno vengono rintracciati nella caduta delle idee platoniche, nel dileguare dei fini e dei valori, nel crollo dell’antropocentrismo e della teodicea, nella prospettiva di un mondo «senza perché», nella ‘sovversione’ dell’argomento ontologico. Quella che emerge sullo sfondo di questa serrata ricostruzione filosofica della modernità (da Pascal alla Romantik, a Nietzsche, a Stirner, ad Heidegger, a Camus) è dunque l’immagine di un Leopardi genealogista e sottile fenomenologo del nichilismo antico e moderno, capace di tradurre la domanda esistenziale e la categoria dell’assurdo nelle cifre di uno spartiacque epocale. Una simile prospettiva, lungi dal cedere l’ultima parola alla disperazione o alla negazione, lascia aperta una finestra sulla felicità del nulla e sulla poetica dell’immaginazione. Oltre il nichilismo, il nihil positivum si staglia all’orizzonte come l’ultimo «rifugio» delle chimere contro la ragione dell’Occidente. Accanto all’indicazione di alcune fonti inedite (sulla cabbala, il foismo, il mito silenico, ecc.), che lasciano baluginare il bene dietro i velami del nulla, questo appare l’esito forse più sorprendente di un’indagine poderosa che riesce a misurarsi con le maggiori interpretazioni (da Luporini a Severino e oltre), districandosi fra turbe di filosofi e miriadi di illustri leopardisti.

Vi invitiamo a partecipare numerosi!

Si ringraziano per il contributo a questo articolo Cristina Coriasso e il Professor Luigi Capitano.


di Carolina Bertaggia

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