PIETRO MARIANI

A) Perchè credi nella rappresentanza dei Comites a favore degli italiani residenti in Spagna?

Il comites “Comitato Italia all’Estero” viene istituito grazie alla legge 286 promulgata il 23 ottobre 2003 dal Presidente della Repubblica e dice testualmente nell’articolo 2. Il Comitato e’ organo di rappresentanza degli italiani all’estero nei rapporti con le rappresentanze diplomatico-consolari.
In questa frase si racchiude la vera funzione del comitato, inoltre tra le sue prerogative e funzioni di raccordo con le istituzioni locali, nello specifico quelle spagnole sia nazionali che locali che vengono chiarite nei capitoli seguenti:

4. La rappresentanza diplomatico – consolare italiana informa le autorita’ locali dell’istituzione del Comitato e del tipo di attivita’ svolta. Il Comitato, previa intesa con le autorita’ consolari, puo’ rappresentare istanze della collettivita’ italiana residente nella circoscrizione consolare alle autorita’ e alle istituzioni locali, con esclusione delle questioni che attengono ai rapporti tra Stati.
5. La rappresentanza diplomatico – consolare rende partecipe il Comitato degli incontri ufficiali con le autorita’ locali sulle questioni di interesse della comunita’ rappresentata, con esclusione di quelle che attengono ai rapporti tra Stati.

In parole povere la vera funzione del comitato e quella di far si che i connazionali siano in ogni momento rappresentati ed eventualmente difesi nelle loro esigenze quotidiane davanti a possibili problematiche di ogni tipo che possano interferire nella qualità dei servizi ricevuti, sia dalle autorità diplomatico consolari italiane che da quelle del paese di residenza in ogni ordine e grado.

Credo che queste prerogative, se ben utilizzate, diano un ruolo centrale al comitato nella difesa dei connazionali davanti alle istituzioni di ogni ordine e grado e ai loro rappresentanti in ogni momento.

B) Quali iniziative a favore della comunità italiana proporrai al nuovo Comites non appena insediato?

La prima iniziativa che proporrò sara quella di istituire una commissione di studio sul fenomeno migratorio verso la Spagna degli italiani aumentato esponenzialmente negli ultimi anni nonostante la forte crisi economica che abbiamo vissuto, le ragioni di fondo, le difficoltà incontrate per la loro inserzione nel mercato del lavoro e la qualità dei servizi ricevuti dai connazionali dalle istituzioni locali. Sopratutto tra i residenti nella periferia della Circoscrizione Consolare e mi riferisco alle regioni della Andalusia e Isole Canarie.

C) Cambieresti la legge dei Comites? Se affermativo in cosa?

Negli undici anni di carica come consigliere mi sono trovato di fronte a numerose situazioni di impotenza operativa legata alle limitazioni della legge attuale sopratutto di tipo operativo ed economico. Per cui la esperienza fatta mi porta a dire he Si la cambierei e sopratutto in un aspetto fondamentale, tenendo in conto che Il comitato ha praticamente pochissime prerogative di carattere esecutivo.
In  primo luogo bisognerebbe che il Consiglio potesse non solo essere consultato o informato dalle autorità diplomatiche, come dice la legge attuale, ma che la opinione espressa a maggioranza dei consiglieri, se richiesta, potesse avere carattere vincolante per il richiedente, sia che sia un ente italiano o spagnolo. Questo aspetto unito alla possibilità di una  maggiore collegamento con i poteri locali spagnoli certamente migliorerebbe la integrazione e la qualità dei servizi ricevuti dai connazionali.


D) Cosa pensi sia da migliorare nelle relazioni tra il Comites e la politica in Italia per migliorare le leggi a favore degli italiani residenti all’estero?

Il comites dovrebbe a mio avviso essere l’unico interlocutore e sprone dei parlamentari eletti all’estero. Modificherei la composizione e le modalità di elezione del Comitato Generale degli Italiani all’estero (CGIE ) che dovrebbe essere formato da tutti i presidenti dei Comites del mondo e convocato almeno una volta all’anno in sessione plenaria, e periodicamente per ogni continente o area geografica omogenea  per dibattere temi di interesse degli italiani residenti fuori dall’Italia sia per ragioni di lavoro che per altri motivi.


E) Cinque anni di mandato puramente volontario e con pochi mezzi economici a disposizione, impongono un impegno di tempo e un sacrificio personale e familiare importante. Cosa ne pensa la tua famiglia?

La mia famiglia in tutti questi anni mi ha sostenuto nell’impegno di tempo e alcune volte anche economico profuso a favore dei connazionali. E tenendo in conto che essendo un incarico volontario e senza nessun tipo di dieta ne remunerazione è difficile di questi tempi far capire anche agli amici spagnoli quanto arricchisce a livello personale rendersi utili agli altri connazionali senza chiedere niente a cambio. Ma se mi sono ricandidato e questa volta come presentatore della lista ITALIANI DEMOCRATICI è perchè le soddisfazioni personali siano state superiori alle delusioni e che vale la pena rinnovare l’impegno per i prossimi cinque anni al servizio della comunità.

 

LILIANA MARIOTTINI

A)  Perchè credi nella rappresentanza dei Comites a favore degli italiani residenti in Spagna?

Il ComItEs è un’istituzione che ho visto nascere, ne faccio parte dal 1985, data in cui è stato costituito. In questi trentanni ho avuto modo di entrare in contatto con le problematiche degli italiani e ho vissuto in prima persona l’importanza di dare loro una rappresentanza che gli aiuti a risolvere le difficoltà che possono incontrare in un Paese straniero.

B) Quali iniziative a favore della comunità italiana proporrai al nuovo Comites non appena insediato?

Io vengo dal mondo della scuola, ho iniziato a insegnare qui in Spagna nel 1978 nella Scuola Italiana a Madrid, mi piacerebbe che questo nuovo ComItEs riprendesse i rapporti con le istituzioni scolastiche, fomentando l’associazionismo e la promozione della lingua e cultura italiana, attraverso incontri, attività, dibattiti, etc.

C) Cambieresti la legge dei Comites? Se affermativo in cosa?

Mi piacerebbe che la legge si semplificasse e snellisse ad esempio il processo elettorale, senza sbarramenti del numero di sottoscrizioni, etc. In fondo noi siamo volontari che vogliono aiutare i cittadini italiani, il ministero dovrebbe valorare ed aiutare il nostro impegno.

D) Cosa pensi sia da migliorare nelle relazioni tra il Comites e la politica in Italia per migliorare le leggi a favore degli italiani residenti all’estero?

In mia opinione è necessario migliorare la comunicazione con Roma, il ComItEs raccoglie le esigenze e le difficoltà della Comunità di Italiani all’estero e dà loro una voce, che dovrebbe poi essere realmente ascoltata per rendere più efficace questo servizio.

E) Cinque anni di mandato puramente volontario e con pochi mezzi economici a disposizione, impongo un impegno di tempo e un sacrificio personale e familiare importante. Cosa ne pensa la tua famiglia?

Ormai sono abituati, per me è un buon modo di tenermi impegnata provando a fare qualcosa di utile per i miei connazionali.

 

GIOVANNI SIMONE

Perchè credi nella rappresentanza dei Comites a favore degli italiani residenti in Spagna?

Il ComItEs è secondo me e secondo i miei colleghi della Lista Italiani Democratici un’istituzione di fondamentale rilevanza per rappresentare gli italiani all’estero. Il processo di rinnovamento in corso è un segnale importante di cambiamento e di ampliazione del suo ruolo. Il Comites della Circoscrizione di Madrid dovrà aprirsi per rappresentare tutte le realtà della comunità italiana della circoscrizione consolare, includendo le molteplici sfaccettature della comunità italiana nelle iniziative a azioni che per legge deve svolgere. Sarà compito del nuovo Comites rinvigorire queste iniziative, tenendo in considerazione le nuove esigenze e i bisogni e desideri della comunità italiana, in collaborazione con le istituzioni e le associazioni, e con chiuque voglia contribuire.

B) Quali iniziative a favore della comunità italiana proporrai al nuovo Comites non appena insediato?

Il ComItEs che la Lista Italiani Democratici vorrebbe strutturare nei prossimi anni si basa sui 5 punti del nostro programma: essere il punto di raccordo tra la Comunitá Italiana nella nostra Circoscrizione Consolare e le istituzioni Italiane e Spagnole, promuovere la cultura italiana tanto nei confronti degli italiani residenti come dei cittadini spagnoli, essere un centro di informazione e supporto per il cittadino italiano in Spagna, promuovere attivitá di networking che stimolino il senso di comunitá, ed essere un punto di riferimento per la nuova immigrazione. Stiamo strutturando adesso delle iniziative concrete che presenteremo prima della elezioni alla comunità italiana, anche per avere un riscontro reale delle nostre idee sul campo.

C) Cambieresti la legge dei Comites? Se affermativo in cosa?

Credo che ci siano grandi opportunitá a livello legislativo per rendere i ComItEs ancora piú utili per appoggiare gli Italiani all’estero. È forse ancora presto per dire quali elementi vanno rafforzati, quali migliorati e quali cambiati. Probabilmente, vedrei con piacere una semplificazione del processo elettorale per le prossime elezioni, che rendesse più facile la sottoscrizione alle liste ed il voto a tutti i connazionali, dovunque si trovino nella Circoscrizione consolare.

D) Cosa pensi sia da migliorare nelle relazioni tra il Comites e la politica in Italia per migliorare le leggi a favore degli italiani residenti all’estero?

Crediamo che gli Italiani all’estero abbiano bisogno di organi elettivi maggiormente rappresentativi.

E) Cinque anni di mandato puramente volontario e con pochi mezzi economici a disposizione, impongo un impegno di tempo e un sacrificio personale e familiare importante. Cosa ne pensa la tua famiglia?

Credo che quando ci offre volontari in un’attività a beneficio della collettività, il sacrificio personale è implicito. Però anche le soddisfazioni lo sono. Fare qualcosa di utile per gli altri è sempre stato importante per me. La mia famiglia mi appoggia in tutto questo, e anche in altre iniziative in cui sono impegnato, per esempio nella scuola dei miei figli. In cambio, i vincoli di amicizia che si stabiliscono con le persone con cui si lavora e che si aiutano con il nostro lavoro sono sicuramente un grande premio!

 

FRANCESCA NUZZACO

A) Perchè credi nella rappresentanza dei Comites a favore degli italiani residenti in Spagna?

Penso che nella realtá spagnola, e madrilena in particolare, manchi un ente che faccia da tramite tra i giovani che arrivano in Spagna (con o senza lavoro, con o senza dimora e stabilità, a seconda dei casi) e le istituzioni. Ho sofferto questa carenza in prima persona, e adesso che mi sono stabilizzata a Madrid i miei dubbi e il mio bisogno di comunicare con la madrepatria non si è affatto esaurito. Per questo ritengo fondamentale l’istituzione del Comites, un ponte tra l’autorità consolare e l’Italia

B) Quali iniziative a favore della comunità italiana proporrai al nuovo Comites non appena insediato?

Sicuramente essere un punto di riferimento sia per i nuovi arrivati che per coloro che sono stabili in Spagna.

C) Cambieresti la legge dei Comites? Se affermativo in cosa?

La sfida in questo momento è rendere il Comites eficiente, in modo da risultare una istituzione imprescindibile, punto di riferimento epr gli italiani a Madrid. Rispetto alle leggi indubbiamente le modalità di presentazione delle liste e di espressione delle volonta di voto sono discutibili e migliorabili.

D) Cosa pensi sia da migliorare nelle relazioni tra il Comites e la politica in Italia per migliorare le leggi a favore degli italiani residenti all’estero?

Indubbiamente non la partecipazione attiva degli italiani residenti in Spagna. Se i nostri connazionali si sentono protagonista e coinvolti nelle azioni del Comites sono certa che le istituzioni italiane saranno più attente alle nostre esigenze. Del resto viviamo all’estero, ma continuiamo a esercitare il nostro diritto di voto in Italia, e siamo cittadini italiani.

E) Cinque anni di mandato puramente volontario e con pochi mezzi economici a disposizione, impongo un impegno di tempo e un sacrificio personale e familiare importante. Cosa ne pensa la tua famiglia?

La mia famiglia è molto orgogliosa della mia scelta di dare un piccolo contribuito alla política locale, mi appoggiano e mi sostengono. Sarà un sacrificio di tempo ed energie, ma sarà soprattutto una gioia poter agire concretamente per migliorare la vita dei miei connazionali nella città che ho scelto e che amo!

 

MARCO BASILE

A) Perchè credi nella rappresentanza dei Comites a favore degli italiani residenti in Spagna?

Credo fermamente che il ComItEs, se ben utilizzato a favore di tutti i cittadini residenti nella Circoscrizione Consolare, possa essere un istituto fondamentale per appoggiare gli italiani all’estero. Per far questo, peró, ha bisogno di aprirsi e di rinnovarsi. Il ComItEs non puó ridursi ad essere solo una rappresentazione della immigrazione di largo corso o di alcune classi sociali (imprenditori, dirigenti) o concentrarsi solo su Madrid, ma deve avvicinarsi anche ai giovani che arrivano ogni anno a migliaia in terra spagnola, ai lavoratori piú o meno qualificati, ai pensionati, agli studenti, ai ricercatori, ai disoccupati, e soprattutto deve aprirsi fuori della comunitá di Madrid per appoggiare anche le iniziative dei nostri connazionali che vivono a migliaia alle Canarie o in Andalusia.

B) Quali iniziative a favore della comunità italiana proporrai al nuovo Comites non appena insediato?

Il ComItEs che sognamo si fonda sui 5 punti fondamentali inclusi nel nostro programma: essere il punto di raccordo tra la Comunitá Italiana nella nostra Circoscrizione Consolare e le istituzioni Italiane e Spagnole, promuovere la cultura italiana tanto nei confronti degli italiani residenti come dei cittadini spagnoli, essere un centro di informazione e supporto per il cittadino italiano in Spagna, promuovere attivitá di networking che stimolino il senso di comunitá, ed essere un punto di riferimento per la nuova immigrazione.

C) Cambieresti la legge dei Comites? Se affermativo in cosa?

Sicuramente si. Credo che ci siano grandi opportunitá a livello legislativo per rendere i ComItEs ancora piú efficienti ed efficaci per supportare gli Italiani all’estero. Cosí come sono adesso, i ComItEs riposano semplicemente sulla buona volontá dei propri membri e sul tessuto associativo della comunitá italiana all’estero. Io credo che abbiamo bisogno, soprattutto nelle aree dove la immigrazione Italiana é piú numerosa e radicata, di una maggiore rappresentitivitá, anche politica, degli organi elettivi. In ogni caso, per il momento il nostro compito é quello di rendere il piú efficace possibile il ComItEs cosí come é, e per questo ci impegneremo nei prossimi anni.

D) Cosa pensi sia da migliorare nelle relazioni tra il Comites e la politica in Italia per migliorare le leggi a favore degli italiani residenti all’estero?

Come dicevo anteriormente, credo che gli Italiani all’estero abbiano bisogno di organi elettivi maggiormente rappresentativi e con maggiori poteri politici. Oggigiorno, i ComItEs del tutto il mondo dovrebbero far sentire la nostra voce attraverso il CGIE, il Consiglio Genreale degli Italiani all’Estero, che peró viene consultato molto salutariamente e non ha grandi poteri. Da questo punto di vista, siamo rappresentati piú direttamente dai partiti attraverso i parlamentari eletti all’estero, che hanno molta piu’ influenza diretta per fare approvare leggi specifiche per gli Italiani nel Mondo. Nel futuro, mi piacerebbe vedere membri dei Comitati degli Italiani all’Estero nel nuovo Senato delle Autonomie di cui si sta discutendo, con funzioni molto piú forti per poter veramente avere una influenza diretta nella vita politica Italiana.

E) Cinque anni di mandato puramente volontario e con pochi mezzi economici a disposizione, impongo un impegno di tempo e un sacrificio personale e familiare importante. Cosa ne pensa la tua famiglia?

Questa é davvero un’ottima domanda. La mia fidanzata é spagnola ed a volte é difficile spiegarle perché dedico gratuitamente una buona parte del mio tempo libero alla Comunitá Italiana in Spagna. Peró purtroppo e per fortuna la politica e l’impegno civile sono da sempre le mie grandi passioni, e provo a dare il mio contributo, anche se da lontano e per quanto piccolo possa essere il mio apporto. É un pó come la storia del colibrí, che mentre la foresta brucia e tutti gli altri animali scappano, continua a fare la spola tra il fiume e l’incendio, gettando poche gocce di acqua ad ogni tornata sul grande incendio. Quando gli animali, scappando, gli chiedono che cosa stesse facendo, lui risponde, tranquillamente ma con decisione: “… la mia parte”.

 

ANDREA LAZZARI

A) Perchè credi nella rappresentanza dei Comites a favore degli italiani residenti in Spagna?

Le rappresentanze di cittadini eletti dai propri connazionali all’estero e’ vitale per permettere il ripetto delle necessita e diritti di questi ultimi. Solo. Vivendo la realta si puo capire come agire e su cosa agire. Il Com.It.Es. e’ l’unico organo di rappresentanza tra gli Italiani, le istituzioni Italiane e quelle del Paese ospitante. Sfortunatamente pochi o nessuno lo sa e uno dei primi doveri e” coscienziare i nostri connazionali su questa importante risorsa che anno al loro servizio.

B) Quali iniziative a favore della comunità italiana proporrai al nuovo Comites non appena insediato?

Personalmente sono in Spagna da 8 anni e la mia origine lavorativa e’ di provenienza imprenditoriale con profonda conoscenza del mondo del turismo e del franchising. Voglio mettere a disposizione queste mie doti per aiutare tutti coloro che lo necessitaranno e dall’altro far capire alle istituzioni che tutti gli Italiani residenti all’estero sono Ambasciatori della Cultura Italiana a 360 gradi e questa risorsa non si puo non evidenziare. Questo da un lato, dall’altra capire bene le necessita alle quali il Con.It.Es. Non ha saputo rispondere fino ad oggi.

C) Cambieresti la legge dei Comites? Se affermativo in cosa?

Come prima cosa si deve dare la possibilita a tutti gli iscritti AIRE di sostenere le liste e non come accade ora che i cittadini debbano tassarsi per pagare notaio e postilla Aja per esprimere un diritto/dovere di appoggiare le istituzioni.

D) Cosa pensi sia da migliorare nelle relazioni tra il Comites e la politica in Italia per migliorare le leggi a favore degli italiani residenti all’estero?

In Italia sanno realmente cosa sono i Com.It.Es? In Italia conoscono le esigenge degli Italiani. Gli Italiani all’estero devon sentirsi di serie B? La prima cosa da fare e’ sefersi con il Ministro Gentiloni e fargli queste domande.

E) Cinque anni di mandato puramente volontario e con pochi mezzi economici a disposizione, impongo un impegno di tempo e un sacrificio personale e familiare importante. Cosa ne pensa la tua famiglia?

Mancava solo questa! La vita e fatta di passioni e sogni de avere accanto la persona che comprende e sprona e vitale per chi si imbarca in questo impegno. Lavorare gratis? Non piace a nessuno e viene la domanda perche’ noi lavoriamo dobbiamo farlo gratis e i politici no?

SAVERIO RUGGERI

A) Arrivato in Spagna nel 2001, ho avuto la netta sensazione che dovevo cavarmela da solo dal punto di vista burocratico. La Spagna non sembrava poi cosí vicina e il solo fatto di non avere il N.I.E. rappresentava un grande ostacolo all’integrazione. Certo é che internet era ancora cosa per pochi, ma soprattutto non riuscivo a trovare informazioni adeguate nel mio Paese di origine, nel quale non ho trovato una valida guida per il conseguimento della documentazione necessaria. Credo fermamente nella presenza dei Comites come aiuto agli italiani che vogliano muovere i primi passi in un territorio nuovo e a sostenerli durante la loro eventuale permanenza, favorendo una integrazione totale e un facile inserimento nella nuova realtà. Inoltre considero che i Comites, debbano essere uno strumento di promozione e divulgazione della cultura italiana.

B) I miei venti anni di esperienza nel settore artistico, mi hanno permesso di stringere amicizie e collaborazioni spendibili per tutti gli italiani residenti in Spagna. Si potrebbe dar luogo ad iniziative culturali avvalendosi di musicisti, pittori, scultori ecc. del Belpaese, organizzando concerti, mostre e conferenze atte alla diffusione del nostro patrimonio culturale. Sono una persona intellettualmente inquieta, cosí come mi definisce chi mi conosce, sempre alla ricerca di nuove sfide che possano arricchirmi dal punto di vista umano e professionale.

C) Credo basti solo un po’ di buon senso e la nostra collaborazione attiva sul territorio. Le leggi sono adeguate, basta solo rispettarle e far sentire la nostra voce, molto spesso tenuta in secondo piano per mancanza di iniziativa da parte di chi ci ha preceduto.

D) Considero che rendere fluida la comunicazione fra l’Italia e la Spagna sia il vero obiettivo da raggiungere. Nel corso di questo mandato, sarà mia cura interpretare al meglio le leggi, con lo scopo di conseguire tale di tale risultato.

E) Quando mi hanno proposto questa candidatura, mia moglie non si é meravigliata e tanto meno si é stupita per l’entusiasmo con il quale ho accettato questo incarico quinquennale. Riteniamo un privilegio portare avanti questo ruolo istituzionale e sará mia cura dedicare il tempo necessario nonostante non sia la mia attivitá principale.

GIUSEPPE STABILE

A)  Perchè credi nella rappresentanza dei Comites a favore degli italiani residenti in Spagna?

L’organismo dei Comites mira alla tutela del connazionale all’estero. Per il tramite dello stesso si possono eliminare le barriere tipiche di chi si trova in una terra straniera, dove non conosce la lingua, gli usi e consuetudini, e quindi fornire un supporto agli Uffici consolari, anche periferici, che si trovano limitati nello svolgimento della loro funzione.

B) Quali iniziative a favore della comunità italiana proporrai al nuovo Comites non appena insediato?

– Innanzitutto, sarà fondamentale fornire un concreto supporto alla collettività, che è sempre più numerosa e disorientata, e ciò anche attraverso la costituzione di una sede COMITES dislocata nelle aree piu’ periferiche, perché proprio lì che necessita la presenza;

– Poi, intraprendere azioni volte al riconoscimento dell’abitazione in Italia come prima casa per tutti i cittadini italiani residenti all’estero e non limitarla esclusivamente ai soli pensionati;

– Quindi, costituire un patronato sul territorio che svolga efficacemente attività di assistenza e consulenza a 360 gradi, pertanto mirata al conseguimento di prestazioni previdenziali, sanitarie e di carattere socio-assistenziale.

C) Cambieresti la legge dei Comites? Se affermativo in cosa?

La norma così come è posta è sicuramente viziata da incongruenze molto marcate ed irrigidimenti legali nonchè burocratici, che inevitabilmente contrastano le finalità del Comites nelle sue peculiarità.

Inoltre, se non si interviene nella modifica di molti punti della legge, il mandato potrebbe snaturare , nel lungo periodo, proprio le finalità dei Comites stessi.

Infatti, per assolvere a pieno a tutte le importanti prerogative indicate nella legge i componenti attivi del Comites dovrebbero essere supportati da strumenti e mezzi economici idonei ad incentivare l’interesse posto.

Con la tempistica e le modalita’ imposte da questo sistema, non vi e’ un ragionevole lasso di tempo che consente una dovuta informazione, nè i tempi tecnici per la predisposizione di tutti gli adempimenti necessari.

Se la necessaria e fondamentale pubblicita’ alle elezioni, per motivi di economia, non puo’ essere divulgata, il numero di iscrizioni nell’elenco elettorale sarà sempre esiguo, con conseguenze gravi per tutti i connazionali che vivono all’estero.

D) Cosa pensi sia da migliorare nelle relazioni tra il Comites e la politica in Italia per migliorare le leggi a favore degli italiani residenti all’estero?

Sicuramente è fondamentale la collaborazione con il paese d’origine, che deve essere sempre più stretta ed efficace al fine di favorire realmente l’integrazione dei cittadini italiani nelle società locali, nonché la creazione di servizi ed infrastrutture di qualità che possano far mantenere un legame stretto con la realtà politica e culturale italiana.

E) Cinque anni di mandato puramente volontario e con pochi mezzi economici a disposizione, impongo un impegno di tempo e un sacrificio personale e familiare importante. Cosa ne pensa la tua famiglia?

La mia famiglia è orgogliosa di quello che ho fatto e continuerò a fare, perché mi viene imposto da ideali validi e fondamentali necessari per far evolvere la nostra comunità di Italiani all’estero.

Quando si è spronati da questi ideali patriottici sicuramente il lato economico passa in secondo piano.

ALESSANDRA PETTINAU

A) Credo nella rappresentanza dei Comites perché penso sia fondamentale assistere i nostri connazionali nella tutela dei propri diritti e interessi. Inoltre il Comites deve essere un punto di riferimento per tutti, sia per quanto riguarda la gestione di temi amministrativi, sia per quanto riguarda la promozione di attività sociali e culturali.

B) Ci sono tanti punti sui quali si può lavorare per dare supporto alle varie categorie di cittadini: a chi ha minori risorse economiche, alle donne, ai meno giovani, alle famiglie e agli studenti e ai lavoratori. Si potrebbe istituire un sindacato e un patronato, pensare a un mezzo che sia d’aiuto nella ricerca del lavoro, oppure anche a qualche azione per aiutare gli studenti nell’omologazione dei propri studi; si potrebbero mettere su delle attività sportive o altre dedicate alla lingua italiana e all’apprendimento della lingua spagnola. Non sarebbe male fare un sondaggio per vedere in modo più approfondito quali sono varie le necessità di ognuno.

C) Non sono un’esperta, ma secondo quanto ho potuto vedere fin’ora credo che sarebbe utile semplificare il processo di approvazione delle liste alla candidatura per le elezioni, che prevede che vengano sottoscritte con 200 firme. I tempi a nostra disposizione per fare ciò sono stati brevi e abbiamo rischiato di non avere nessuna lista candidata per queste elezioni e perdere quindi il Comites.

D) Si parla tanto degli Italiani che emigrano, ma di fatto proprio perché siamo emigrati non veniamo tenuti in considerazione dalla politica nella maniera che meritiamo. Siamo andati via per varie ragioni, tra le quali garantirci un futuro migliore di quello che ci offriva l’Italia, ma non abbiamo mai smesso di essere cittadini italiani. Penso che non sarebbe male avere un maggiore coinvolgimento dei  parlamentari della circoscrizione estero affinché possano farsi portavoce dei nostri interessi e ci aiutino a difendere i nostri diritti direttamente in Parlamento e magari sarebbe utile avere un rapporto più diretto con il Ministero degli Affari Esteri.

E) Vivo sola qui a Madrid quindi posso gestire il mio tempo libero senza dover sacrificare la famiglia e credo, come lo crede anche la mia famiglia in Italia, che scegliere di dedicare il mio tempo al Comites piuttosto che ad altre attività, sia un piccolo sacrificio che valga la pena fare: la ricompensa è essere d’aiuto ai miei connazionali e la soddisfazione personale di aver fatto qualcosa di buono per gli altri.

TOMMASO GERVASINI

A) Perché il Comites permette di avvicinare di più il cittadino italiano residente all’estero alle istituzioni del suo paese

B) Le recenti campagne di raccolta firme hanno purtroppo dimostrato una scarsa conoscenza e uno scarso interesse della comunità italiana nei confronti del Comites. Sarà quindi opportuno recuperare questi due elementi in principio: far conoscere il Comites attraverso strumenti di comunicazione adeguati e far crescere l’interesse del cittadino italiano nei confronti dell’istituzione Comites attraverso attività semplici di incontro e dibattito però costanti nel tempo. Da li dovranno emergere le reali esigenze della comunità e di conseguenza le iniziative necessarie per colmare queste esigenze.

C) Va cambiato sicuramente il metodo di presentazione delle liste. Tutte gli uffici istituzionali italiani in territorio estero devono essere in grado di autenticare le firme. Altrimenti il processo non è del tutto democratico.

D) Prima di tutto la comunicazione tra gli organi preposti a queste relazioni. Nel senso che il Governo italiano deve capire che l’italiano all’estero non esiste solo quando si vota ma è un soggetto che vive una quotidianità nella quale deve essere sostenuto anche e soprattutto dal suo paese di origine.

E) Fa parte di un normale senso civico proporsi per incarichi di questo tipo.

VALERIO MARCHESIELLO

A) Perchè credi nella rappresentanza dei Comites a favore degli italiani residenti in Spagna?

Lo considero uno strumento prezioso e dal potenziale enorme per tutta la Comunità Italiana. Un organismo come il Comites non solo è necessario per rappresentare tutti i nostri connazionali nei confronti delle Istituzioni, e tutelarli nelle sedi opportune, ma è chiave per proporre attività e iniziative che migliorino la qualità della vita di tutti noi. In un’espressione, mantenere e rafforzare il nostro senso di Comunità.

B) Quali iniziative a favore della comunità italiana proporrai al nuovo Comites non appena insediato?

Mi appassionano la Cultura e gli eventi d’integrazione, volti a conoscere e a scoprire. Siamo animali sociali e abbiamo bisogno di poterci confrontare con i nostri connazionali e vivere nuovi stimoli. Specie poi in una realtà come quella spagnola (e a Madrid) per noi che siamo italiani, credo sia un requisito essenziale. Per me l’obiettivo principale è partire da iniziative tangibili, che rispondano alle reali esigenze degli italiani, e quindi anche alle nostre stesse esigenze. Qualunque attività che si proponga di orientare gli italiani e promuovere la nostra Cultura nella Circoscrizione di Madrid sarà fra le mie priorità.

C) Cambieresti la legge dei Comites? Se affermativo in cosa?

Abbiamo riscontrato certe difficoltà nel poter concorrere a questa tornata elettorale, figlie di leggi e normative che non riflettono le possibilità reali e che in un certo modo limitano la disponibilità di chi si vuol prestare alla causa e inficiano sulle aspettative generali. La renderei molto più agile per il sostegno delle liste e le modalità di informazione soprattutto. Capisco certe difficoltà oggettive del Ministero e delle Sedi Consolari ma ritengo necessaria una profonda revisione.

D) Cosa pensi sia da migliorare nelle relazioni tra il Comites e la politica in Italia per migliorare le leggi a favore degli italiani residenti all’estero?

Manca il contatto diretto e costante con i nostri Rappresentanti. C’è buona volontà e tanto lavoro che viene svolto a Roma ma i nostri Concittadini, e ovviamente anche noi, non percepiscono su cosa si stia esattamente lavorando e i risultati, si avvertono invece i problemi reali. Sembra scontato ma la distanza fa la differenza: credo che la trasmissione di informazioni e una connessione fra problemi e necessità concrete siano il primo gap da colmare. Così come lanciare attività calendarizzate di incontri con i nostri Parlamentari.

E) Cinque anni di mandato puramente volontario e con pochi mezzi economici a disposizione, impongo un impegno di tempo e un sacrificio personale e familiare importante. Cosa ne pensa la tua famiglia?

Per adesso diciamo che posso permettermi certe licenze che forse alcuni dei miei colleghi di lista non potranno concedersi. Ma non è affatto un problema, anzi, proprio essendo un impegno di natura volontaria, siamo qui per dare una mano e renderci utili per tutti. E poi non concepisco la cittadinanza senza partecipazione. Lo sprone è continuare a vivere e a sentirci sempre profondamente italiani e allo stesso tempo trarre ricchezza dagli scambi con la Spagna e con le altre culture, condividendone le bellezze e gli insegnamenti. E poi per me, last but not least, sarebbe un vero privilegio poter rappresentare i miei connazionali presso il Consolato.

DEBORA MARCHESIELLO

Sono Debora Marchesiello,

Ho 42 anni, la mia cittá di origine é Foggia, ho studiato presso l’ Universitá di Napoli Federico II e da 15 anni sono residente in Spagna.

Personalmente, essendo nuova in questo ámbito del Comites, sia da cittadina residente in Spagna, sia piú direttamente adesso, da collaboratrice del Comites, non sento un’ ansiosa voglia di confronto con il ruolo che fino ad oggi ha svolto il comités, soprattutto perché non ho né il materiale né l’esperienza per poterlo fare.

Peró la mia entrata al Comites, é piena di entusiasmo e fiducia (ancora una volta) verso le Istituzioni Italiane; come primapreoccupazione spero di poter mantenere appunto, la fiducia degli italiani che ci hanno votato, questa fiducia che é stata riposta in noi a cambio di niente, ma solo per unirci ad essere in tanti per poter far ricordare che anche gli Italiani al’ estero siamo Italiani e cheabbiamo dei diritti. Per cui pensó che si debba fare particolare attenzione alle esigenze della gente che di volta in volta sorgeranno, per cercare di risolvere le questioni che piú creano problemi o disagi agli italiani all’ estero. Non posso parlare fino a quando non ci saró dentro veramente e concretamente: io sono una semplice cittadina che con tutte le sue modeste forze ha voluto come gli altri colleghi di lista, e come gli altri colleghi delle altre due liste che si sono sforzati allo stesso modo, salvare il Comites giacché é l’unico organo che noi cittadini italiani possiamo scegliere.

Parlando con la gente, come me, la maggior parte delle esigenze le ho riscontrate a livello burocratico ed amministrativo, per cui sará mia intenzione accentuare che tra i principali ruoli del Comites uno dei piú importanti dove essere per l’italiano  all’ estero un mezzo di facilitá e celeritá nella parte burocratica e amministrativa, senza disminuiré l’ importanza della promozione della cultura italiana all’ estero e intensificherei le relazioni tra il Comites e gli uffici Consolari.

Speriamo che l’entusiasmo e appunto la fiducia che si vuol riporre ancora una volta nelle istituzioni e nelle persone che la compongono facciano emergeré e riscontrare che un buon lavoro, fatto con onestá e con i mezzi giusti, puó almeno portare modesti frutti per tutti, e che dai modesti frutti si passi a dei buoni frutti.

FRANCO VOLI

  1. Offrire opportunitá agli italiani nelle varie localitá di participare in incontri organizzati per socializzare e conoscersi mutuamente con altri italiani ugualmente interessati a conoscere connazional del loro territorio.
  2. Promuovere Informazione mutua tra gli iscritti al Comité sulle nostre propie possibili apportazioni nei distinti campi di attività che compartiamo.
  3. Definire e creare reunioni  che permettano feed back con informazioni e appoggio nella ricerca di impiego .
  4. Creare un modello di corsi di per italiani all´estero per l´autoconoscimento positivo  e la sanazione emozionale.

 

 

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