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INTERVISTA A GIORGIO SILVESTRI, AUTORE DEL LIBRO “CENTO”

La Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna, ci dà l’opportunità, di conoscere più da vicino, in un’interessante intervista, l’autore del libro scelto per celebrare il suo centenario.

Di seguito Giorgio Silvestri ci rivela i retroscena che hanno accompagnato la genesi del suo romanzo “CENTO”, pubblicato dalla CCIS per i suoi cento anni di attività.

Nato a Recco (Genova) il 14 dicembre del 1984, Giorgio Silvestri ha esordito come autore di romanzi storici con la pubblicazione di CENTO, il libro edito dalla CCIS che dal 20 maggio scorso si distribuisce nelle principali librerie in Spagna. In quest’occasione Silvestri ci svela le emozioni, gli episodi e le impressioni che lo hanno accompagnato durante questa sua esperienza.

Che cosa hai provato quando ti è stato chiesto di scrivere un libro per il Centenario della Camera?

L’entusiasmo e in un certo senso lo stupore per l’importante incarico sono stati all’inizio smorzati dal timore di non riuscire a terminarlo in tempo, non tanto per una possibile assenza di ispirazione o motivazione, bensì perchè gli impegni lavorativi mi avrebbero permesso di scrivere il libro solo in tarda serata o nel fine settimana. Per questo motivo, il processo di ricerca, scrittura e revisione del libro è risultato incessante già dal febbraio 2013, periodo in cui mi è stato commissionato dal direttore della CCIS, Giovanni Aricò, fino alla consegna definitiva. In ogni caso, man mano che la narrazione prendeva forma, la soddisfazione per i risultati via via raggiunti ha reso gli sforzi restanti sempre meno significativi.

 

Il romanzo fa riferimento a aneddoti, personaggi ed episodi relativi alla comunità italiana in Spagna. È  stato difficile documentarsi?

Solo fino a un certo punto. Nonostante molti dei personaggi e degli eventi raccontati risalgano a oltre un secolo fa, molti sono i saggi e i romanzi dedicati almeno in parte alla comunità italiana in Spagna, per non parlare degli archivi digitalizzati di quotidiani storici come Abc o La Vanguardia, accessibili a costo zero su internet e fonti di diversi aneddoti e fatti di cronaca in apparenza minori. Ho quindi realizzato diverse interviste ai membri piu longevi della colonia italo-spagnola, e visitato archivi e biblioteche per approfondire la storia della CCIS attraverso i verbali e le riviste pubblicate negli ultimi decenni. Laddove infine non ho potuto documentarmi fino in fondo, non ho esitato a ricorrere a un pizzico di fantasia…

In seguito alle ricerche effettuate, che idea ti sei fatto dei “pionieri” che hanno fondato la Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna nel lontano 1914?

Soprattutto nella prima parte del libro, ho cercato di trasmettere al lettore il bisogno di unità e il senso di frustrazione regnanti in una comunità italiana in Spagna all’epoca sempre piu numerosa, ma assai eterogenea e divisa per una serie di dispute interne. Spesso provenienti dalle prime forme di associazionismo e beneficenza sviluppatesi intorno alle autorità diplomatiche italiane a Barcellona e Madrid, i “pionieri” della CCIS dimostrarono che l’unione fa sempre la forza, dando vita a un protagonista di primo livello della scena economica italo-spagnola dell’ultimo secolo di storia. Dopo tanto tempo, nel 1914 erano insomma riusciti a creare un organismo che ne interpretasse al meglio tutte quelle ambizioni commerciali e corporative prima frustrate sul nascere.

Oltre alle origini genovesi, c’è qualcos’altro che ti accomuna con il protagonista della prima parte del libro, Giovanni Picasso?

Ogni libro è almeno in parte autobiografico e cerca di affrontare concetti familiari all’autore, soprattutto nel caso di esordienti come il sottoscritto: non sono casuali nè i riferimenti a settori lavorativi come il giornalismo e il turismo alberghiero, nè quelli a Genova, mia città natale, e Madrid, mia città d’adozione.

Amante delle lettere, Giovanni Picasso emigra all’estero trovandovi l’amore e un impiego solido, similitudini che senz’altro riguarderanno molti altri giovani espatriati un po’ ovunque negli ultimi anni. Il libro rappresenta così da un lato una sorta di ricerca di sè e della propria strada nella vita, dall’altro una storia della comunità italiana in Spagna e delle relazioni politiche, economiche e culturali tra i due Paesi, così come una biografia della Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna mai realizzata prima, e tutt’altro che semplice da tracciare.

Nel romanzo c’è spazio per il dramma, l’amore, il tradimento e anche l’omosessualità. Come sei riuscito a inserire queste tematiche in CENTO?

 

Dal 1872 a oggi, l’Europa e il mondo in generale hanno sperimentato una lunga serie di cambiamenti sociali e culturali: l’universalità del diritto allo studio, la progressiva accettazione dell’omosessualità, la maggior tolleranza verso temi come il divorzio, l’infedeltá coniugale o l’aborto, l’emancipazione femminile, erano tendenze impensabili fino a non molti decenni fa. Non è un caso che nell’ultima parte del libro le protagoniste siano Lorena e Isabel, donne forti e sicure di sè in un mondo del lavoro ancora troppo coniugato al maschile pure nei Paesi industrializzati. Trattandosi poi di questioni quotidiane, non è stato affatto difficile inserirle nella narrazione.

Interessante è stato infine mostrare l’evoluzione di queste e altre tematiche in parallelo ai traumi politici e istituzionali via via prodottisi in Italia e in Spagna.

Le allusioni all’opera di Gabriel García Márquez, Cien años de soledad, all’inizio e alla fine del libro fanno pensare ad una predilezione da parte tua nei confronti dell’autore colombiano…

Cien años de soledad è un libro che ho letto a diciott’anni e che da allora non mi ha mai lasciato, come sarà senz’altro accaduto a numerosi altri lettori di tutte le latitudini. Sin dalle prime battute di CENTO, avevo chiaro che l’inizio e la fine del romanzo dovevano in qualche modo costituire un omaggio all’opera di Gabriel García Márquez, così come il susseguirsi di cinque generazioni di Picasso-Reina-Stoico voleva riprendere l’epopea della famiglia Buendía, con i suoi numerosi José Arcadio e Aureliano.

Nonostante Gabo ci abbia lasciato lo scorso 17 aprile, le sue opere sono destinate all’immortalità della lettatura universale.

 

Progetti futuri?

La proposta della CCIS mi ha offerto l’occasione di cimentarmi con un’ambizione, la narrativa, che covavo da tempo e che fino a quel momento non avevo avuto il coraggio di intraprendere, limitandomi alla scrittura di sporadici diari e una manciata di racconti brevi. La preparazione di un romanzo storico si è rivelata un’esperienza entusiasmante, lontana da ambiti a me più familiari come la prosa giornalistica o la saggistica di tesi e ricerche universitarie, ma non per questo meno stimolante. Nonostante il tempo e le energie che ciò richiede, mi piacerebbe dedicare più tempo alla scrittura come metodo per scoprire sè stessi, oltre che come evasione o analisi e denuncia della quotidianità che ci circonda. Ho in testa almeno un paio di spunti letterari che mi piacerebbe sviluppare fino in fondo… chissà che non li riesca a concretizzare in una nuova intervista!

 

CENTO, il romanzo edito dalla CCIS

CENTO racconta la storia di cinque generazioni di una famiglia italo-spagnola il cui capostipite, Giovanni Battista Picasso, salpa da Genova nel 1872 per approdare in Spagna in cerca di fortuna. Dall’incontro con le prime forme di associazionismo italiano, all’epoca orientate principalmente alla solidarietà e alla beneficenza, i protagonisti dell’opera si convertono nel tempo tra i principali esponenti della comunità italiana in Spagna, e, in particolare tra i fondatori della Camera di Commercio Italiana per la Spagna nel lontano 1914, alla vigilia del primo dei tre conflitti che fanno da sfondo al romanzo ( le due guerre mondiali e la guerra civile spagnola). (link alla presentazione)

 

CENTO è disponibile (nella versione tradotta in spagnolo, dal titolo “CIEN”) in tutte le principali librerie in Spagna. La versione originale in italiano è acquistabile presso la sede della CCIS, nella “Libreria italiana” di Madrid (c/Modesto Lafuente 47) e attraverso il portale Amazon.

di Carolina Bertaggia

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