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Incrementi minimi nel 2011 dell’import/export tra Italia e Spagna

Dopo i forti incrementi a due cifre verificatisi nel 2010, l’interscambio commerciale italo/spagnolo ha registrato, nel 2011, andamenti più contenuti.

Infatti, l’export italiano verso la Spagna ha avuto una minima crescita dello 0,8% e le nostre importazioni di prodotti spagnoli hanno registrato un aumento del 3%. Secondo quanto riportato dall’Ufficio Ice di Madrid, i dati provvisori di fonte spagnola indicano per entrambi i flussi commerciali, valori intorno ai 17 miliardi di euro. 

Le macchine ed apparecchi meccanici, con un valore di 2.367 milioni di euro (+4,8% rispetto al 2010), sono stati la prima voce del nostro export e hanno rappresentato il 13,8% del totale delle vendite italiane al mercato spagnolo. Al secondo posto si trovano i prodotti chimici (2.301 mln €) che hanno mantenuto il trend positivo, pur evidenziando un andamento più contenuto rispetto all’anno 2010. Seguono nella graduatoria le esportazioni italiane di prodotti petroliferi raffinati che hanno subito una flessione del 14,3%, attestandosi sui 2.272 milioni di euro.

Il comparto moda/persona occupa la quarta posizione con 2.050 milioni di euro ed un incremento del 2,8%. Completano le cinque prime posizioni del ranking merceologico le autovetture ed i componenti del settore automotive (1.773 milioni di euro) che hanno avuto un andamento dinamico con un aumento del 9,8% rispetto al 2010.

Per quanto riguarda l’import italiano di prodotti spagnoli, i dati provvisori dell’intero 2011 evidenziano performance positive con incrementi a due cifre per alcune delle principali voci. Infatti, il settore agroalimentare e delle bevande ha segnato un aumento dell’11,2%, confermando, pertanto, il recupero iniziatosi nel 2010. Il comparto moda/persona ed i prodotti metallurgici hanno incrementato le loro vendite al di sopra del 12% ed il settore dei mobili e dell’illuminazione ha registrato aumenti superiori al 45%. Dal lato opposto si trovano, invece, il settore elettrico e quello elettronico/informatico che non hanno potuto mantenere il trend positivo del 2010, segnando flessioni del 32% e del 26,3% rispettivamente. (aise)

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