Home >> Comunicazioni,Il Comites informa,Notizie >> “I LEGAMI UMANI” – A cura della Dott.ssa Rosa Venturini Ragno

Il Comites Madrid è lieto di continuare la collaborazione con la Dott.ssa Rosa Venturini Ragno, psicoterapeuta e pedagoga, itagnola doc, apprezzata professionista e, a partire da Luglio, stimata collaboratrice del nostro portale.

Vi presentiamo di seguito il secondo articolo redatto dalla Dottoressa Venturini, chiedendo a tutti coloro i quali nutrano particolare curiosità per gli argomenti trattati ed abbiano interesse ad approfondirli, di volerci inviare segnalazioni, indicazioni o suggerimenti – sui temi da trattare in futuro come di qualsiasi altro tipo – all’indirizzo segreteria@comitesspagna.info.

 

 

I Legami umani

La solitudine é piú sopportabile…,

se abbiamo qualcuno con cui condividerla.

G.A. Bécquer

 

 

 

L´essere umano ha realmente necessitá degli altri e questa necessitá é insita ed intrinseca al suo essere sociale. La solitudine é antibiologica: la vita é stare con gli altri. Nella solitudine ci sono dolore e sofferenza, dovuti alla negazione della necessitá di stare con gli altri, di esistere per gli altri.

Abbiamo bisogno di un altro che a sua volta ha bisogno di noi. Non é un´opzione, bensí una conditio sine qua non siamo esseri umani e non viviamo.In ogni essere umano c´é una tendenza verso l´altro, per costruire un Noi.

La solitudine é silenzio, é vuoto; é un mutismo che non ci permette di vivere  poiché soli nel mondo siamo come un granello di sabbia senza senso.

L´essere umano é colui che ha bisogno di un altro essere umano e la storia di ognuno é la storia di un essere umano che si lega ad altri fin dal momento della nascita.

La nascita é la separazione dall´altro, simbolizzata dal taglio del cordone ombelicale; tuttavia, con la nascita non sperimentiamo indipendenza bensí necessitá di legami, necessitá di attaccamento e affetto.

Affinché il neonato continui a vivere é necessario che sia vicino al calore della madre (o della persona che lo accudirá); senza alimento e senza calore il neonato morirebbe. La Vita proviene da altri e consiste nello stare insieme ad altri.

É bellissimo osservare un neonato; la sua necessitá di toccare, l´esplorazione delle sue piccole mani per incontrare un altro, qualcuno al quale attaccarsi, che gli permetta di rendersi conto della sua presenza. L´attaccamento del neonato alla madre non  si deve solamente alla necessitá di alimentarsi, bensí serve per varie funzioni psicologiche; in primo luogo la necessita di legarsi e vincolarsi.

Man mano che il piccolo va crescendo crea e costruisce la sua identitá nelle interrelazioni con gli altri; si sentirá individuo in un gruppo di persone che sono presenti in modo continuativo.

L´appartenenza é una necessitá dello sviluppo e dell´evoluzione del bambino ed é necessario consolidarla e rafforzarla poiché il riferimento che proporziona il gruppo  offre un´importante identificazione, una solida percezione del proprio  essere-con-gli-altri.

Queste sono le condizioni essenziali per vivere nel mondo, per poter avere motivazioni ed iniziative. Nella partecipazione e nell´appartenenza ad un gruppo vi é l´origine dell´ apprendimento e dell´imitazione.

Autonomia non significa essere capace di stare da solo, bensí essere capace di poter svolgere azioni indipendenti ma dentro ad un gruppo: come essere in grado di suonare il violino in un´orchestra. L´autonomia richiede, ha bisogno, della presenza dell´altro, di un gruppo; la solitudine al contrario é la mancanza dell´altro.

É interessante osservare un bambino che sta svolgendo i compiti mentre un genitore lo guarda o semplicemente sta in casa; o al contrario, quando non c´é nessuno attorno a lui, quello spazio “vuoto” si puó riempire di “maschere di paura” che lo bloccano e non gli permettono di realizzare niente. La tranquillitá e la serenitá, l´”io sono qui” del genitore, non cambia nulla in relazione con la sua capacitá di svolgere i compiti, tuttavia la rende possibile poiché il bambino sente, percepisce, che appartiene all´”altro”; anche se il legame in quel momento non si manifesta in modo attivo, nel piano dell´azione, lo é nella dimensione della presenza.

Quando piú in lá negli anni, nell´adolescenza, si apre ed amplia lo “scenario esistenziale” ed avrá maggior bisogno di appartenere al gruppo dei coetanei, sará ancor piú essenziale la necessitá di legami. A volte é necessario allontanarsi, prendere distanza dalla propria famiglia, per poter condividere maggiormente con i coetanei. Se ci sentiamo esclusi dal gruppo, ci sentiamo rifiutati, falliti ed “esiliati”.

All´inizio della vita il legame é la simbiosi con la madre, dopo é l´appartenenza familiare e piú tardi la relazione con i coetanei; in nessuno momento del ciclo vitale si vive fuori dal mondo; l´unico modo di non appartenere é non-esistere: la morte tronca tutte le appartenenze.

Anche l’adulto cerca continuamente alleanze ed appartenenze. Cerca diverse soluzioni per le stesse necessitá: nuove appartenenze all´interno del “gioco dei ruoli e del potere”; puó essere dentro ad una ditta, che diviene una potente famiglia, o all´interno di un gruppo ideologico, che cerca di incidere nella gestione di una comunitá, di una cittá o nel voler cambiare il mondo.

Abbiamo bisogno di segnali e simboli di appartenenza sociale. Le persone con le quali ci relazioniamo “manifestano” chi siamo.  “Chi siamo” non é mai qualcosa di specificamente individuale, bensí sempre un´appartenenza, ed esistiamo all´interno di quella “cornice” di appartenenza.

Nella societá occidentale, con un grande compromesso lavorativo e produttivo, gli anziani vivono di legami del passato e spesso nascondono le loro fragilitá, poiché sono coscienti che la loro etá é considerata una malattia, una pre-morte.

É necessario rispettare l´anziano; ha un ruolo, anche se non economicamente produttivo, é “testimone” della storia, del passato. La persona anziana é la memoria storica e trova nella sua vita passata il suo significato.  Abbiamo bisogno che l´anziano continui a vivere nei “luoghi” di appartenenza e di identificazione familiare. Le incertezze e la solitudine caratterizzano quest´etá; l´anziano giá non appartiene alla societá, diviene un “contenitore” pieno di un passato inutile, anche se ha bisogno di continuare a vivere in contatto con ció che “contiene”. Ricorda il suo passato, la sua vita cosí come fu o come avrebbe potuto essere. Gli viene proibito il resto. In cambio avrebbe bisogno di legami in un momento nel quale la sua solitudine si fa tragica; la necessitá di legami si percepisce in modo speciale e drammatico quando giá non esistono. Spesso i legami interpersonali vengono sostituiti da un cane o da un gatto. Tuttavia é triste essere solamente legati ad un cane; sarebbe piú bello inserire un cane in un gruppo di essere umani, invece di dargli il compito di sostituirli.

 

La necessitá dell´altro e la necessitá di appartenenza perdurano durante tutta la vita e nella vita é essenziale sentire, non solo ragionare. La ragione ci aiuta a vivere nel quotidiano, ma non ci aiuta davanti alla paura; davanti alla paura non servono sofismi, bensí avere qualcuno che ti abbraccia  e ti dice che anche lui ha paura ma che ti vuole difendere e proteggere.

La paura si vince con i legami, ed i sentimenti sono i legami che una persona stabilisce con l´altro in un patto condiviso, che nell´espressione piú intensa, si chiama amore.

Il legame é dentro ciascuno di noi, é una necessitá intima e la sua realizzazione, che tiene in conto delle speranze, delle illusioni ed a volte delle disperazioni, é necessaria per vivere.

 

 

Rosa Venturini

rventurini@hotmail.it

cell. 616981163

 

 

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