Home >> Comunicazioni,Il Comites informa,Notizie >> “GLI SGUARDI CHE CREANO L’UOMO”- A cura della Dott.ssa Rosa Venturini Ragno

Dopo una breve pausa, il ComItEs Madrid è lieto di riprendere la collaborazione con la Dott.ssa Rosa Venturini Ragno, psicoterapeuta e pedagoga, itagnola doc, apprezzata professionista e, a partire da Luglio, stimata collaboratrice del nostro portale.

 

 

Ho preso in prestito il titolo di questo articolo da un altro dello scrittore Claudio Magris, pubblicato alcuni anni fa sul Corriere della Sera.

Nell’ articolo, Magris si chiede quando inizia l’ esistenza specificamente umana di un individuo, quando egli si distingue da un animale.

Nella ricerca di un segnale, di un avvenimento che in modo evidente distingua l’ essere umano da altri animali superiori, Magris scrive: […] tra la settima e l’ ottava settimana di vita il lattante fa un gesto che non ha iguali nel mondo animale: non si accontenta più di guardare la madre, ma cerca di catturare il suo sguardo, per esserne guardato; vuole contemplare lo sguardo che lo contempla […] L’ esistenza specificamente umana comincia col riconoscimento di noi stessi da parte di un altro essere umano. […] Senza riconoscimento, senza intersoggettività, senza società non vi è umanità.

Nel leggere questi scritti di Claudio Magris riguardo all’inizio dell’esistenza umana, ne sono rimasta sorpresa ed affascinata.

C’ era un filo che, nei miei pensieri, univa le idee dello scrittore triestino con la teoria dell’ intersoggettivitá di Daniel Stern, psichiatra infantile e psicologo evolutivo; la sua teoria è brillantemente esposta nel suo libro: Il mondo interpersonale dell’ infante.

Esistono inoltre, a mio parere, delle connessioni, dei vincoli tra la teoria evolutiva di Daniel Stern e la teoria della Psicoterapia Umanista. In queste breve riflessioni vorrei evidenziare quali sono gli elementi significativi e le reciproche contribuzioni.

La teoria evolutiva di Stern e la teoria della Psicoterapia Umanista hanno come base uno stesso e fondamentale punto di partenza: le persone si formano e crescono nelle relazioni.

Entrambe sottolineano l’ importanza della formazione di un campo intersoggettivo; la prima nella relazione bambino/genitore e la seconda, nella relazione persona/ambiente (ambiente naturale, sociale, umano e culturale).

Entrambe ci parlano di contatto: Stern, parla di contatto con un’ altra persona e con la sua mente, lo spazio intersoggettivo, e la teoria della Psicoterapia Umanista ci parla del contatto con l’ ambiente, il confine-contatto.

Per Stern l’ intersoggettività è la capacità propria dell’ essere umano di, fin da piccolo, porsi in contatto con la mente dell’ altro, in modo immediato e spontaneo.

Nel suo libro Stern descrive alcuni esperimenti.

Alla nascita, il neonato ha la capacità innata di imitare, per esempio, di tirar fuori la lingua; il piccolo, dopo che ha visto il viso di un altro e la lingua che esce, senza sapere che lui stesso ha un viso ed una lingua, riproduce e traduce ciò che sta vedendo, a partire da uno schema che ha dentro di sé.

Stern afferma che, quando il piccolo vuole conoscere il mondo inanimato lo fa prendendo, afferrando e manipolando le cose e gli oggetti,  mentre quando vuole conoscere (e ri-conoscere) gli altri esseri umani li imita.

In un altro esperimento descritto da Stern, il bambino sta vedendo e osservando il gesto di un adulto che vorrebbe tirare una pallina in un contenitore; alcuni minuti dopo, il bambino prende la pallina e la lancia dentro al contenitore anche se in realtà lui non ha visto l’ adulto portare a termine l’ azione.

Stern sostiene che il bambino imita non solo ciò che vede, bensí anche le intenzioni dell’ altro.

I bambini osservati da Stern, riescono a “leggere” il comportamento non-verbale dell’ adulto, riescono a comprendere quali siano le sue intenzioni ed aspettative; i bambini hanno la capacità di sintonizzarsi con gli stati mentali dell’ adulto ed in tal modo sono in grado di partecipare all’ esperienza dell’ adulto.

Il lavoro di Stern ci aiuta a comprendere anche ciò che avviene nel mondo degli adulti quando due persone condividono sensazioni, sentimenti, emozioni e pensieri; ci offre risultati di ricerche che dimostrano come lo spazio intersoggettivo è co-creato fin dall’ inizio dell’ esistenza nella relazione bambino/genitore; il significato di se stesso, del bambino, che si sta sviluppando ed evolvendo, è una co-creazione tra lui ed il suo ambiente.

Quando due persone condividono una realtà la stanno co-creando; potenzialmente appartiene all’ ambito, al campo delle esperienze di entrambe e non è solamente la somma delle due parti […] Attraverso la creazione di un campo comune, ciascuno contribuisce anche alla creazione della realtà dell’ altro […] Questo è valido per qualsiasi interazione e nel caso specifico tra psicoterapeuta e paziente.

Questo livello relazionale corrisponde alla capacità di parlare, nel setting terapeutico, di determinati argomenti e di approfondirli, dipendendo dalla struttura intersoggettiva che si è creata nella relazione psicoterapeutica.

È fondamentale porre attenzione ed essere in grado di cogliere lo sviluppo della relazione psicoterapeutica; è necessario riconoscere l’ importanza del lavoro intersoggettivo che si realizza nella pratica psicoterapeutica per capire in quale modo possiamo sostenere ed appoggiare il processo terapeutico, con il fine di promuevere cambiamenti e modificazioni nel comportamento, nella salute fisica e psichica, per un’ integrazione dell’ identità psicologica e per un benessere della persona.

 

 

Rosa Venturini

Psicoterapeuta e Pedagoga

rventurini@hotmail.it

Cell. 616981163

 

*Ricordiamo a tutti coloro nutrano particolare curiosità per gli argomenti trattati ed abbiano interesse ad approfondirli, di volerci inviare segnalazioni, indicazioni o suggerimenti – sui temi da trattare in futuro come di qualsiasi altro tipo – all’indirizzo segreteria@comitesspagna.info.

 

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