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Giornalisti e Social-Media nell’analisi di Eurobarometro

Le istituzioni utilizzano sempre più spesso i social media per coinvolgere i cittadini nello sviluppo e nella valutazione di politiche pubbliche. È quanto emerge da uno studio qualitativo di Eurobarometro, servizio di sondaggi dell’opinione pubblica di cui si avvale la Commissione europea, nei 27 Stati dell’Ue uscito nel mese di gennaio 2012. 

Secondo lo studio, Twitter, Facebook, Myspace, ecc. stanno trasformando il concetto stesso di comunicazione: dalla vecchia funzione di “trasmettere informazioni” a quella di “contribuire e interagire”.

Scopo dell’analisi “Giornalisti e social media” è fornire un quadro dettagliato delle opinioni e dell’atteggiamento dei giornalisti sui nuovi mezzi di condivisione online (come e quanto li usano, quale ruolo hanno nel loro lavoro). Agli intervistati è stato anche richiesto un giudizio su come l’Ue utilizzi i social media e come la comunicazione via social media possa essere migliorata.

Lo studio è basato su interviste approfondite con 135 giornalisti di radio, tv e carta stampata, selezionati – in ambito sia pubblico che privato – nei 27 Stati membri dell’UE.

La maggioranza degli intervistati ha 10-20 anni di esperienza nella professione e ha lavorato per almeno una grande e conosciuta azienda editoriale del proprio Paese; tutti seguono almeno in parte gi affari europei e si occupano di un’ampia gamma di argomenti.

In particolare, dallo studio emerge che la maggior parte dei giornalisti intervistati usa regolarmente i social media, in particolare Facebook (soprattutto per uso privato) e Twitter (soprattutto per lavoro). I più giovani li utilizzano fin dall’inizio della carriera, altri hanno imparato ad usarli dal momento della loro comparsa, altri da 3-5 anni. La maggioranza li usa anche nella vita privata.

Un cospicuo numero degli intervistati mantiene una distinzione tra uso privato e professionale dei social media, ma la maggioranza tende a non farlo per motivi di praticità, autenticità (è più credibile e naturale) e convenienza. Tra le motivazioni all’uso dei social media, la ricerca di informazioni specifiche e in generale l’esigenza di tenersi aggiornati.

Una funzione importante riconosciuta ai social media è la possibilità di individuare e contattare persone difficilmente reperibili diversamente. Ovviamente i giornalisti preferiscono seguire i contenuti dei social media nella propria lingua nazionale, anche se la maggioranza di essi è in grado di utilizzare l’inglese come lingua di lavoro.

I principali vantaggi riconosciuti ai social media rispetto ai mezzi di comunicazione tradizionali sono l’accesso più veloce, quasi istantaneo ai mezzi stessi, un accesso più facile alle informazioni e una più ampia gamma di fonti, persone e opinioni a disposizione. I siti web tendono ad essere inclusi tra i media tradizionali, poiché scarsamente interattivi. Una metà degli intervistati ritiene che gli utenti attivi dei social media siano in grado di influenzare la maggioranza dell’opinione pubblica, ma l’altra metà non condivide tale posizione.

Secondo lo studio di Eurobarometro, i giornalisti usano i social media in modo sia passivo che attivo. Le fonti più importanti sono sicuramente Facebook, Twitter, YouTube e i blog. La credibilità dell’informazione è considerata molto importante. Quasi tutti gli intervistati ritengono attendibili i contenuti pubblicati nei social media dalle istituzioni nazionali o europee, in misura senz’altro maggiore delle informazioni provenienti da singoli individui o dalle imprese.

L’uso dei social media è funzionale in primo luogo alla scrittura di articoli e alla ricerca di un feedback dai lettori. I social media sono ritenuti utili e facili da usare; l’unica preoccupazione riguarda la credibilità delle informazioni messe in circolazione.

Più della metà degli intervistati è al corrente dell’uso dei social media da parte della Commissione europea e lo apprezza, anche se molti di essi sono abituati a reperire in altro modo informazioni sull’Ue e si ritengono abbastanza soddisfatti delle proprie fonti.

Interrogati su come la Commissione potrebbe migliorare l’uso dei social media, i giornalisti suggeriscono ad esempio di cambiare l’immagine e il tono della comunicazione, aumentare la qualità dei contenuti e la frequenza degli aggiornamenti, ampliare l’interazione con i giornalisti, ecc.

Interloquendo con i cittadini tramite i social media, la Commissione dovrebbe aver ben chiaro i destinatari del messaggio, offrire un informazione rilevante per la loro vita, in un linguaggio chiaro e non tecnico.

La maggioranza degli intervistati ritiene infine che i social media possano essere utili per coinvolgere i cittadini nella costruzione di politiche pubbliche, ma avendo ben chiaro che i social media non riflettono l’opinione pubblica generale, ma solo il pensiero di chi accesso a tali mezzi.

Gli studi qualitativi di Eurobarometro consistono in indagini sulle motivazioni, i sentimenti, le reazioni di gruppi sociali selezionati di volta in volta, su argomenti specifici, condotte con metodologie qualitative (focus group, interviste approfondite). (aise)

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