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L’INPS e gli Italiani all’estero

Le pensioni degli italiani all’estero, ma non solo: di questo hanno parlato questa mattina in Senato Gabriele Uselli, Salvatore Ponticelli e Massimo Colitti, direttore centrale e dirigenti dell’‘Inps nell’audizione al Comitato per le questioni degli italiani all’estero presieduto dal senatore Giuseppe Firrarello (Pdl).

Nel presentare l’audizione, Firrarello ha ricordato come quello delle pensioni sia un argomento molto sentito all’estero: “i profili di più stringente attualità – ha precisato – riguardano il recente invio contestuale ai CUD delle richieste di dichiarazioni dei redditi, gli accertamenti posti in essere dall’INPS sull’esistenza in vita del pensionato e la procedura in corso di ripetizione dei pagamenti indebiti. Ulteriori segnalazioni hanno riguardato un’istanza di semplificazione della modulistica e dei canali di accesso diretto dall’estero agli uffici dell’INPS. Vi sono poi le peculiarità del sistema di pagamento per il tramite del canale bancario e del cambio di valuta”.

Il senatore ha infine ricordato di essere promotore di un ddl per estendere l’assegno sociale – ora appannaggio dei soli italiani ultra 65enni che risiedano in Italia – anche agli indigenti all’estero.

Direttore Centrale della Direzione Centrale Pensioni dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale, Gabriele Uselli ha illustrato le attività svolte in generale dall’Istituto.

Sulle pensioni erogate all’estero, ha precisato, “si è verificata una progressiva semplificazione con il passaggio dal 2007 ad un sistema che vede un unico istituto bancario come interlocutore”. Ricordato che da quest’anno è cambiata la Banca che le eroga, Uselli sottolineato che “i titolari di pensione risiedono in oltre 130 Paesi. Tutte le modalità di pagamento sono previste e ammesse. Il presupposto per l’erogazione è quello dell’accertamento dell’esistenza in vita del pensionato, secondo quanto previsto dal contratto di affidamento per i pagamenti; peraltro, da due anni sono state introdotte disposizioni per cui in assenza della produzione di un valido certificato, il pagamento potrà essere effettuato solamente in contanti e recandosi personalmente allo sportello. Ciò consente tuttavia di evitare la totale sospensione dei pagamenti”. Il Dg ha quindi ricordato che sono in corso due operazioni di accertamento dei redditi: “l’una riferita all’anno 2009 e l’altra relativa all’anno 2010. Gli accertamenti si svolgono con l’invio agli aventi diritto, contestualmente al CUD, di un modello per la dichiarazione del reddito e di un modulo per le detrazioni. Il tasso di rinvio della documentazione per i redditi dell’anno 2009 può considerarsi soddisfacente. In mancanza delle certificazioni sul reddito, verranno sospese le prestazioni ad esso legate. La rete consolare e i patronati – ha annotato – stanno collaborando fattivamente”.

Sul versante Unione europea, ha concluso, “sono stati adottati dei regolamenti comunitari in materia di prestazioni pensionistiche e di rapporti tra enti pensionistici che prevedono una notevole semplificazione amministrativa, che avverrà progressivamente solo per via telematica, oltre ad una cooperazione che prevede lo scambio di informazioni”. L’ultima battuta sull’assegno sociale: “l’Inps – ha detto – non può che applicare la normativa vigente che attribuisce tali prestazioni assistenziali solo ai residenti in Italia”.

Dirigente dell’Area “Normativa e contenzioso amministrativo convenzioni internazionali regime UE”, Massimo Colitti ha fornito ulteriori ragguagli sulle novità introdotte dalla recente normativa comunitaria sulle comunicazioni per via telematica tra gli enti pensionistici, “in un’ottica di progressiva eliminazione di ogni trasmissione cartacea. Il sistema italiano – ha spiegato – si incentra su quattro riferimenti costituiti a seconda del tipo di prestazione dall’INAIL, dal Ministero della Salute, dall’INPDAP e dall’INPS. L’obiettivo di velocizzazione delle procedure e di diffusione della conoscenza – ha ricordato – viene perseguito anche mediante un apposito link sul sito internet dell’Istituto dedicato ai lavoratori migranti”.

Ben noto ai connazionali, essendo l’interlocutore di parlamentari, Cgie e Comites, Salvatore Ponticelli, vice Direttore dell’Area “Attività internazionale”, ha chiarito che “la semplificazione burocratica passerà attraverso l’istituzione di un sistema telematico, pur tenendo conto della necessità di adottare dei formulari standard che vengono stabiliti d’intesa con i singoli Stati stranieri ove i pensionati italiani risiedono. Peraltro, ulteriori iniziative per agevolare gli oneri di comunicazione a carico degli utenti sono quelle che incrementano le sinergie con il Ministero degli affari esteri e con il Ministero dell’interno – soprattutto per quanto concerne l’anagrafe degli italiani residenti all’estero – per acquisire informazioni da tali soggetti istituzionali”. Ponticelli ha definito “ottima” la “collaborazione da sempre in corso soprattutto con le istituzioni tedesche” con cui si attua un “modello incentrato sulle comunicazioni telematiche che è in un qualche modo precursore della nuova normativa comunitaria. L’obiettivo comune è quello di prevenire inesattezze e pagamenti indebiti. La stessa campagna di accertamento dei redditi – ha concluso – ha questa precisa finalità”.

Senatore del Pd eletto in Europa, Claudio Micheloni ha chiesto chiarimenti sulla platea dei destinatari degli accertamenti di esistenza in vita, sull’entità dei pagamenti indebiti oggetto di verifica e sulla percentuale degli stessi attribuibili ad erronee quantificazioni dell’Istituto, nonché sui destinatari del sito per i lavoratori migranti.

“I destinatari degli accertamenti di esistenza in vita – gli ha risposto Ponticelli – sono tutti coloro che non hanno effettuato comunicazioni successivamente al settembre del 2010. Consolati e patronati stanno assistendo i pensionati italiani all’estero e le banche concessionarie hanno attivato specifici canali informativi”.

Uselli ha quindi aggiunto che “l’accertamento dell’esistenza in vita si rende necessario per il grave ritardo che normalmente si verifica nelle comunicazioni dei decessi. Quanto ai pagamenti indebiti, sono in corso di elaborazione i dati relativi al 2009; si tratta in gran parte di errori connessi a comunicazioni imprecise da parte del pensionato e quindi – ha sottolineato – non imputabili all’Istituto”.

Ponticelli ha aggiunto che “la causale degli indebiti può essere accertata solo a seguito dell’esame delle pratiche” spiegando che “quando si riscontra un comportamento imputabile all’Istituto, non viene effettuata alcuna ripetizione”, cioè non vengono chiesti soldi ai pensionati.

Quanto al sito dedicato ai lavoratori migranti, Colitti ha spiegato che “è attivo dalla fine del 2010 e si indirizza sia agli stranieri immigrati in Italia che agli italiani emigranti. Il sito contiene una serie di informazioni aggiornate sulla normativa italiana, straniera e sulle norme internazionali ad esempio sulle doppie imposizioni. Vi è un’area dedicata alle pensioni per i cittadini italiani all’estero”.

Ancora sulla verifica di esistenza in vita, Micheloni ha chiesto “se esse si siano rese necessarie a causa di mancate comunicazioni da parte della rete consolare e dei patronati”. Sui pagamenti indebiti, ha aggiunto,”ritengo estremamente utile conoscere il dato dell’ammontare degli stessi non appena disponibile, a fronte di varie ipotesi di sanatoria che erano state già prospettate”. Il senatore ha quindi riferito “uno spiacevole episodio che si è verificato in Svizzera ove un programma di informazione televisiva ha svolto un’inchiesta sulle pensioni dei cittadini italiani, con pesanti attribuzioni a carico dello Stato italiano e dell’INPS”.

Un episodio che Uselli ha detto di conoscere: “l’Istituto – ha spiegato – sta valutando come procedere” contro la tv. Quanto agli oneri di comunicazione a carico dei pensionati, ha ribadito “l’impegno dell’Istituto ad acquisire d’ufficio informazioni presso i Dicasteri degli esteri e dell’interno, per alleggerire le richieste rivolte agli aventi diritto”.

“Le dichiarazioni di esistenza in vita – ha ribadito Ponticelli – sono indispensabili poiché il canale bancario che effettua i pagamenti è vincolato a questi accertamenti per procedere alle corresponsioni. Peraltro, il fatto di avvalersi di strutture bancarie consente di evitare provvedimenti di sospensione, poiché le pensioni possono essere riscosse senza ulteriori procedure non appena la certificazione è stata prodotta”.

Senatore della Lega Nord, Cagnin ha chiesto chiarimenti sui procedimenti contenziosi in corso tra pensionati ed INPS: “ci sono segnalazioni di difficile interrelazione tra utenti ed Istituto che porterebbero a frequenti controversie”, ha spiegato.

“Sotto il profilo del contenzioso – gli ha risposto Uselli – le normative che disciplinano i pensionati residenti all’estero sono le stesse vigenti per i pensionati residenti in Italia. Peraltro, il primo grado di ricorso amministrativo è gratuito, mentre per il passaggio in giudizio l’assistenza dei patronati è utile”.

“Un canale alternativo a quello contenzioso usualmente praticato – ha puntualizzato Ponticelli – è quello della richiesta di revisione di un provvedimento. Se l’Inps riscontra un proprio errore, si procede in via di autotutela alla riforma del provvedimento”.

Tornando alla Svizzera, Colitti ha chiarito che “il contenzioso con la Svizzera riguarda l’annoso problema del trasferimento dei contributi pensionistici e del calcolo delle prestazioni pensionabili. Al di fuori delle vere e proprie procedure contenziose l’Istituto tende a prevenire il verificarsi dei presupposti perché tale contenzioso si instauri”.

A Firrarello che ha chiesto chi è autorizzato a redigere le certificazioni di esistenza in vita all’estero e un dato quantitativo di riferimento sulle pensioni erogate e sugli assegni sociali, Uselli ha risposto che “il dato complessivo di pensioni e assegni sociali si attesta sugli 830.000 utenti, tenendo presente che l’assegno sociale può essere erogato solamente ai residenti in Italia”.

Ponticelli ha aggiunto che “vi è un meccanismo di adeguamento ad un minimo di sussistenza anche per le pensioni erogate agli italiani all’estero, ma che tale sistema è evidentemente differente rispetto all’assegno sociale”. Quanto al rilascio delle certificazioni di esistenza in vita, ha infine chiarito che “esse possono essere rilasciate dai consolati italiani ovvero dalle autorità locali a ciò autorizzate, ad esempio notai, polizia, enti locali”. (aise)

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