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Lettera di un gruppo d’insegnanti all’estero al Presidente Napolitano

Di seguito, la lettera che un gruppo di insegnanti ha inviato al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Onorevole e illustrissimo presidente,

siamo un gruppo di insegnanti di scuole statali di vari ordini e gradi in Italia e all’estero, che hanno espletato in dicembre scorso la pubblica selezione per l’accertamento linguistico indetto dal ministero degli Affari Esteri al fine di insegnare e divulgare la Lingua e la Cultura italiana nelle istituzioni pubbliche all’estero. Pur essendo in attesa dell’ordinanza per la dichiarazione dei titoli professionali e culturali e della relativa formulazione delle graduatorie, valevoli dall’1 settembre 2013, le scriviamo per esprimere preoccupazione riguardo a quanto emerso nell’ultimo periodo in relazione agli ulteriori tagli – sulla già vessata scuola pubblica – previsti dal dl 6 luglio 2012, n. 95, sulla spending review, recentemente varata dal governo, secondo cui il contingente statale all’estero verrebbe ridotto del 40%.

Non ci sembra di ravvisare alcuna coerenza con quanto votato con larga maggioranza dal Senato della Repubblica, che, nella seduta degli scorsi 3 e 4 luglio, si era espresso a favore e sostegno delle istituzioni pubbliche all’estero, bocciando l’emendamento al ddl n. 3331 presentato dal senatore Micheloni, volto a richiamare gli insegnanti di ruolo in servizio all’estero a favore invece di finanziamento a enti gestori privati. Merita un plauso la sua recente dichiarazione del 10 luglio ultimo scorso all’indirizzo del presidente della Repubblica di Slovenia circa un «bisogno di più Europa, di più integrazione», così come ci appare degna di nota l’inchiesta Italiano 2010. Lingua e cultura italiana all’estero promossa dal Mae, da cui emerge l’interesse che la Lingua e la Cultura italiana suscitano fuori dai confini nazionali.

Siamo tuttavia sconcertati da quanto ci sembra di ravvisare nel dl succitato circa il diritto fondamentale all’istruzione pubblica e libera, sancito dagli articoli 33 e 34 della Costituzione. Decreto che, con la scusa di una giustificabile e necessaria spending review, ridurrà drasticamente – se convertito in legge – le istituzioni pubbliche all’estero per gli anni a venire (comma 11, lettera b: «non possono essere disposte nuove selezioni per il personale da destinare all’estero ai sensi dell’articolo 639 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, né possono essere rinnovati i relativi comandi o fuori ruolo»), diversamente da quanto proposto, per esempio, da Francia e Germania.

In qualità di insegnanti non possiamo fare altro che scrivere anche a lei, così come abbiamo fatto con tutti i senatori e deputati dal nostro attivissimo gruppo virtuale “Insegnare all’Estero” su Facebook, con la richiesta precisa di vederla continuamente impegnata nel vigilare con attenzione, in qualità di garante della Costituzione, sull’eventuale progetto di dismissione della scuola pubblica all’estero allo scopo di salvaguardare la dignità dell’Italia, la sua prestigiosa cultura e la sua meravigliosa lingua. Sperando che non vengano vanificate le risorse, sin qui investite, dallo Stato nel bandire il concorso e dai 22.000 concorrenti che vi hanno partecipato, restiamo a disposizione per un eventuale incontro con lei. Cogliamo inoltre l’occasione per ringraziarla per quanto di utile e giusto è stato e sarà fatto nonché per porgerle distinti saluti.

Fonte: ((Il gruppo “Insegnare all’Estero”,https://www.facebook.com/groups/32496209130/)

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