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Italiani nel mondo

“È importante, nell’attuale contesto, ripercorrere la lunga e sofferta stagione delle emigrazioni in diversi continenti di cittadini italiani che ha scandito, a più riprese, la vicenda dello Stato postunitario”.

Inizia così il messaggio che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato al direttore generale della Fondazione Migrantes, monsignor Giancarlo Perego, in occasione della presentazione del “Rapporto Italiani nel mondo”, dedicato quest’anno al tema “1861-2011: Centocinquant’anni di unità e di emigrazione”.

“Dalla storia di queste esperienze – continua il Capo dello Stato – occorre trarre gli strumenti per una più accurata lettura del fenomeno migratorio, soprattutto in rapporto ai flussi attuali, dal Sud al Nord del mondo, di cui siamo stati testimoni e in misura crescente destinatari e ai quali i recenti avvenimenti nei paesi del Nord Africa e del Medio Oriente hanno conferito un’indubbia accelerazione. L’abbandono della propria terra è sempre una scelta aspra e dolorosa e i dati del “Rapporto italiani nel mondo”, che merita il più vivo apprezzamento per il rigore e la profondità dell’indagine, ne costituiscono una puntuale conferma”.

“Il mio auspicio – prosegue Napolitano – è che la lezione del passato possa tradursi in un insegnamento per il presente, rafforzando quell’antica attitudine all’accoglienza, all’asilo e alla solidarietà che appartiene ai valori autentici del nostro popolo. Come ho già avuto occasione di ricordare in questi giorni in una lettera pubblica di risposta a Claudio Magris, tutti i paesi autenticamente democratici, l’Unione Europea e la comunità internazionale non possono sottrarsi al dovere di un’accoglienza solidale, in un quadro di regole che diano ordine ai flussi migratori e valgano a stroncare turpi traffici di esseri umani, anche attraverso modalità efficaci di cooperazione con i paesi di provenienza”.

“Con l’auspicio che le vostre iniziative contribuiscano a reagire ad ogni forma di assuefazione e di indifferenza – conclude – rivolgo a tutti i presenti un caloroso augurio di buon lavoro”. (aise)

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