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Dopo 10 anni, sono finiti i lavori di restauro della torre di Pisa: esempio mondiale di conservazione

“Grandi Altezze alla festa di Grande Altezza. I complimenti in dieci lingue, gli idiomi d’Europa. E non solo. “Sei bella, ora più bella che mai”, le ha detto il mondo, l’emozione forte nelle parole, negli occhi e nel cuore. Splendida, ancora più slanciata, candida che di più non si può, anche rispetto alla cattedrale e al Battistero, la Torre di Pisa appare ora maestosa sopra il verde spettacolare di piazza dei Miracoli. Annunciato e previsto, il miracolo è avvenuto davvero. La Torre che pende riconsegnata al mondo in tutta la strepitosa bellezza, a capo di dieci anni di lavori. Spesi cinque milioni e mezzo di euro per ripulire ogni pietra del monumento in assoluto tra i più visitati al mondo”. A scrivere è Franco Esposito che dedica la rubrica “Paese mio” di Gente d’Italia, il quotidiano delle Americhe diretto da Mimmo Porpiglia, proprio alla Torre di Pisa ed al riuscito restauro che l’ha restituita all’Italia e ai cittadini del mondo.

Riportiamo di seguito il testo integrale dell’articolo.

“L’idea del restauro mosse i primi complicati passi nel 2001. Il giorno in cui il campanile venne messo in sicurezza “per almeno tre secoli”, parole e assicurazioni firmate e sottoscritte dal presidente del comitato scientifico, Michele Jamiolkowski.

Il restauro della Torre rappresenta un esempio mondiale di conservazione. La logica programmata ribalta il concetto di approccio tradizionale dell’intervento eseguito a danno avvenuto. Risulta favorita la logica di prevenzione.

Le signore Grandi Altezze, antiche e famose, c’erano tutte alla festa per il completamento dei lavori dei restauri lapidei della Torre di Pisa. Un omaggio soprattutto europeo. Palese e sincera l’ammirazione e delle grandi sorelle europee: la Sagrada Familia di Barcellona, geniale opera tuttora incompiuta, la cattedrale di Santiago di Compostela, l’abbazia di Westminster di Londra, Notre Dame di Parigi e altre ancora. Tante altre, tutte ammirate, non sorprese. L’ingegno italiano gode ancora di credito infinito nel mondo. Invitati dall’Opera della Primaziale di Pisa al convegno “Cattedrali europee a confronto”, direttori, curatori e gestori delle grandi cattedrali d’Europa sono rimasti a bocca aperta.

Magistrale esecuzione dei lavori di restauro è stata eseguita da una scelta equipe guidata dalla direttrice dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, Gisella Capponi. L’intervento ha riguardato i 25mila conci che costituiscono il parato murario del Campanile, su un’area di 7.335 metri quadrati. Punto di partenza dei lavori, la cella campanaria. La prima botta di scalpello nel 2002. Cominciati nel 2004, i lavori ai sette ordini architettonici sono terminati a marzo di quest’anno. Rispettata la previsione di massima, un raro miracolo italiano anche questo.

Dotata di immutato fascino e inesauribile magia, la torre appare oggi non solo più bella. Intanto perché gode ottima salute in conseguenza dei lavori di stabilizzazione terminati nel 2001. Cura e terapia portate avanti con successo attraverso l’azione effettuata sull’inclinazione del monumento che continua a seminare stupore e curiosità nei visitatori provenienti da ogni angolo del pianeta. L’inclinazione aveva causato il concentramento di particellato nero su arcate e capitelli, favorendo il fenomeno della disgregazione.

Dieci restauratori hanno lavorato ogni giorno all’opera di restauro, dal 2002 praticamente fino all’altro giorno. Un impegno quotidiano, qualificato e costante, sfidando numerose avversità: le intemperie e le problematiche legate alla particolarità della Torre. Delicati lavori in corso mai hanno privato i turisti dell’emozione della salita. Le operazioni sono avvenute spesso a tempo di record.

Specializzata in restauri edili in altezza, l’affiatata e qualificata squadra di operai ha provveduto con celerità ad ogni spostamento da un anello all’altro. Lassù, in quota, senza ricorrere all’ausilio di piattaforme aeree. Acrobati e equilibristi del restauro, sostenuti e motivati anche dall’infinito amore per la torre pendente, non solo da enorme scrupolo e straordinaria professionalità.

L’equipe diretta dall’architetto Gisella Capponi si è occupata della cute del monumento. “La pelle, che è rivestimento strutturale, non solo semplicemente estetico”. Restituiti all’originario splendore conci, lapidi e pietre.

Aerosol marino, inquinamento e danni causati dai fulmini avevano messo il Campanile in una condizione di grave sofferenza. Terapia e tecnica italiana hanno guarito la Torre dai suoi innumerevoli preoccupanti mali, restituendola al mondo in tutta la sua misteriosa, strepitosa bellezza: ma ora cosa fare per conservarla meravigliosa e sicura?

Lei e le più antiche e famose signore torri d’Europa si sono dette poche ma significative cose, al momento dell’arrivederci e degli abbracci. La promessa di diventare sinergiche tra loro e la creazione di una rete di collegamenti “per lavorare insieme alla difficoltà di gestione e alla conservazione dei patrimoni culturali”.

Evviva la Torre di Pisa che pende, che pende e mai casca giù. Almeno per i prossimi tre secoli”. (aise)

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