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Dal Circolo Sardo ICHNUSA: Intervista ai “Sas Battor Colonnas”

I “Sas Battor Colonnas” – gruppo di canto “a tenore” sardo originario del paese di Scano Montiferro – si sono da poco esibiti a Madrid in due concerti benefici a favore della SIB, la Società Italiana di Beneficenza, nell’ambito di un più vasto programma d’iniziative messo a punto dal Circolo Sardo ICHNUSA di Madrid per questa stagione autunnale.

Il quartetto è composto da: Francesco Fodde ” ‘sa’ Oghe“ (tenore solista), Antonio Carboni ”sa mesu’oghe“ (contralto), Stefano Desogus  “sa contro” (baritono) e Antioco Milia “de bassu” (basso).

I quattro ragazzi hanno iniziato ad accostarsi a questa particolare forma di canto, legata alle tradizioni del mondo agro-pastorale sardo e inserita dall’Unesco tra i “Patrimoni Orali e Immateriali dell’Umanità”, fin da giovanissimi, sentendo cantare i ragazzi più grandi. “Il primo approccio con la musica per noi è stato questo – dice Antioco, il “portavoce” del gruppo. Sentivamo cantare i ragazzi un po’ più grandi di noi, come Francesco, il nostro tenore solista, che già cantava in un altro gruppo di canto a cuncordu prima che formassimo il nostro.”

Antioco spiega come negli anni novanta, in Sardegna, ci sia stato un allontanamento dalle tradizioni locali, per poi prodursi, in questi ultimi anni, un riavvicinamento, sia da parte dei giovani, che delle istituzioni. Si tratta di una tendenza al recupero e all’esaltazione delle peculiarità della cultura sarda che attiene non soltanto alla musica, ma anche, per esempio, all’ambito linguistico. “Adesso sono molti i gruppi giovani che si dedicano al canto a cuncordu – continua Antioco – ma ogni paese ha la sua particolarità. Anche se la tecnica vocale è la stessa, le armonizzazioni sono diverse da paese a paese, come anche i balli abbinati ai canti.”

Domandando ai ragazzi il perchè del loro nome, spiegano come questo derivi da “sos comasinos”, ossia “le cantine”. Il nome prende spunto, infatti, dalla cantina di casa di Antioco, che si chiamava proprio così, nonostante ci fossero solo tre colonne, e non quattro. “La quarta sei tu”, rispondeva sempre il padre di Antioco a chiunque glielo domandasse. La cantina rappresenta, per eccellenza, un centro di aggregazione e di convivialità, ed è lì che i ragazzi hanno iniziato a riunirsi per affinare le loro tecniche e, “tra un bicchiere di vino e l’altro” – dicono, ridendo, Stefano, il baritono, e Antonio, il contralto – trovare la maniera giusta per amalgamare al meglio le voci di tutti, in completa armonia. 

Chiedendo,poi, qualche dettaglio in più sul loro repertorio, Francesco, il tenore, racconta come i canti che portano in scena siano poesie famose musicate, ma anche poesie originali, scritte da Antioco, in un mix di brani sacri e profani. Inoltre, durante i concerti, i ragazzi curano molto anche l’aspetto dell’interazione con il pubblico, presentando i brani che andranno ad eseguire e rispondendo alle varie curiosità. 

I “Sas Battor Colonnas” hanno all’attivo già parecchi concerti, sia in Italia, che all’estero. Da poco, per esempio, si sono esibiti in Belgio ed in Galizia, a Santiago de Compostela, e, nel raccontare l’esperienza, commentano con entusiasmo come “sia bello e gratificante confrontarsi con altre culture, ed esportare la propria in Paesi diversi”. Fatta tappa anche a Madrid, i quattro ragazzi continueranno senz’altro a seguire il percorso in cui si sono incamminati, andando avanti per la loro strada con talento, con impegno e, soprattutto, con tanta passione.

Articolo di Francesca Sabatini e foto di Alessandra Zorcolo

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