Home >> Cultura >> “La Sardegna vuole cancellare per legge la parola emigrazione”
“La Sardegna vuole cancellare per legge la parola emigrazione”

La Regione Sardegna vuole cancellare per legge e dalla legge la parola emigrazione, un termine che, evidentemente, non piace“. Con queste parole si apre l’editoriale dell’ultimo numero del mensile “Il messaggero sardo“, giornale per i sardi nel mondo.

“Qualcuno, forse, teme che si possano confondere le centinaia di migliaia di sardi che sono stati costretti a lasciare la loro terra in cerca di lavoro, con i flussi di migranti che arrivano dall’Africa, dall’Asia o dai paesi Sudamericani.

Secondo questa visione i sardi (e gli italiani) che hanno abbandonato in massa la loro terra negli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta sono partiti in cerca di migliori opportunità, non sono emigrati. La Sardegna – che da mezzo secolo è stata all’avanguardia nelle politiche per l’emigrazione, che hanno portato alla creazione, tra l’altro, di una rete di circoli e di associazioni che nessun’altra regione può vantare – vuole chiudere un capitolo, sperando di cancellare con la parola “emigrazione” anche il ricordo di un dramma che non accenna ad attenuarsi e che ha colpito tutte le famiglie sarde. Eppure almeno un terzo della popolazione sarda, fatta di emigrati e di loro discendenti si trova lontano dall’Isola.

E non è vero che a lasciare la Sardegna siano solo i “cervelli”, i giovani con titoli di studio. Partono ancora – anche se non più in modo organizzato – giovani e meno giovani che cercano un lavoro, un lavoro qualsiasi. E il fatto che molti abbiano un diploma o una laurea dipende solo dal fatto che in questo mezzo secolo è cresciuto il livello di scolarizzazione anche in Sardegna.

Da oltre 20 anni la Sardegna ha una buona legge, la n. 7/91. Da oltre 20 anni tutti gli assessori, prima ancora di applicarla, hanno tentato di riformarla. Basterebbe, forse, eliminare qualche rigidità e apportare qualche modifica per renderla ancora attuale e efficace. Ma le soluzioni semplici non piacciono”.

Fonte: (aise.it)

the author

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Top