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Celebrazioni 25 aprile: il Capo dello Stato incontra partigiani e combattenti

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione delle celebrazioni per la ricorrenza del 25 aprile, festa della Liberazione, ha incontrato al Quirinale nel pomeriggio di ieri le rappresentanze delle Associazioni Combattentistiche, d’Arma e Partigiane. Sono intervenuti il generale Mario Buscemi, presidente del Consiglio nazionale permanente delle Associazioni d’Arma, e il Cavaliere di Gran Croce Gerardo Agostini, presidente della Confederazione italiana fra le Associazioni Combattentistiche e Partigiane

“E’ una grande forza della democrazia il promuovere occasioni di unità tra tutte le forze politiche e sociali che si riconoscono in fondamentali valori comuni, quelli che si celebrano in una giornata come il 25 aprile, quelli che sono sanciti nella prima parte della Costituzione repubblicana – sono state le parole del presidente Napolitano – Di occasioni di unità, di terreni di dialogo e di responsabile collaborazione, il nostro paese ha assoluto bisogno per affrontare con successo le gravi difficoltà finanziarie, economiche e sociali riconducibili a troppi ritardi e carenze nello sciogliere nodi strutturali e istituzionali che ostacolano il pieno dispiegamento delle straordinarie risorse ed energie su cui l’Italia può far leva”.

Il presidente Napolitano ha sottolineato anche che “le difficoltà attuali del nostro paese, pur poste al centro di politiche rigorose avviate in questi mesi dal governo e dal Parlamento, richiedono anche una nostra seria iniziativa al livello dell’Unione Europea, perché in quella sede si operino riequilibri e si adottino indirizzi essenziali per promuovere crescita e occupazione in tutta l’area dell’Euro. Ma – ha ammonito – non si attenui in noi la consapevolezza dei nodi che ci tocca sciogliere : tra i quali certamente – ha ricordato – quello del pesantissimo debito pubblico accumulatosi nei decenni e mai fatto oggetto di una decisa, costante, sistematica azione di abbattimento, innanzitutto attraverso la complessiva riduzione e insieme la razionale selezione e riqualificazione della spesa pubblica”.

Quanto al 25 Aprile, Napolitano ha detto che “è una ricorrenza fondamentale per la storia dell’Italia unita, di quelle che più ne hanno segnato il cammino sulla via dell’indipendenza, della dignità, della libertà, della coesione nazionale”. “Il 25 aprile – ha aggiunto il capo dello Stato – è diventato la festa di tutto il popolo e la nazione italiana; e nessuna ricaduta in visioni ristrette e divisive del passato, dopo lo sforzo paziente compiuto per superarle, è oggi ammissibile”.

Il capo dello Stato ha anche posto in evidenza che “quegli stessi valori di libertà, giustizia, pace e cooperazione tra i popoli che ispirarono la Guerra di Liberazione ormai 67 anni fa sono oggi alla base del significativo impegno dell’Italia per la sicurezza internazionale e la stabilizzazione delle aree di crisi del XXI secolo, in seno all’Unione Europea, nell’Alleanza Atlantica e nell’ambito delle Nazioni Unite. E’ un impegno – ha ricordato – che attualmente vede le nostre Forze Armate schierare migliaia di uomini e mezzi in numerose missioni internazionali, in Afghanistan, in Libano, nei Balcani, nell’Oceano Indiano : e il mio pensiero solidale – ha detto – va ai nostri Marò, che ci auguriamo di veder tornare presto liberi in Italia”.

Napolitano ha sottolineato che “la dignità, il coraggio, la professionalità con cui i militari italiani assolvono il proprio compito in tante diverse regioni del mondo, mettendo sovente a rischio la loro stessa vita, hanno costante riscontro nei ripetuti riconoscimenti che la Comunità Internazionale tributa loro, ma anche nelle concrete espressioni di riconoscenza delle popolazioni interessate, della gente comune che, in quelle aree, grazie all’impegno italiano, ritrova la fiducia e con essa la speranza di poter condurre una vita serena e costruire un futuro migliore”.

Oggi il capo dello Stato sarà all’Altare della Patria “per inchinarmi alla memoria dei caduti nelle guerre di Liberazione e di tutti i nostri caduti”. Poi si recherà a Pesaro per celebrare la Festa del 25 aprile “in luoghi in cui combattenti per la libertà e inermi civili pagarono prezzi elevati in termini di vite umane e di affetti famigliari, aprendo la strada, con lo sfondamento della Linea Gotica, alla vittoriosa fase finale della guerra in Italia”. E “ricorderò le nobili figure dei caduti che oggi qui onoriamo”. “Possiamo – ha concluso Napolitano – ben identificarci tutti con quel patrimonio ideale, morale, umano che è stato il più alto e duraturo lascito della Resistenza.

 

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