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“La pittura dei Macchiaioli italiani al Mapfre di Madrid”

Macchiaioli.Realismo impresionista en Italia . Per la prima volta, dal 12 settembre al 5 gennaio 2014, la Spagna ospiterá una mostra dedicata al movimento pittorico tipicamente italiano dei ‘macchiaioli’. La mostra,
che inaugura la stagione espositiva del Mapfre, riunisce circa cento tra opere provenienti da collezioni pubbliche e per lo piú private italiane. Frutto della collaborazione tra la Fundación Mapfre di Madrid, le musée d’Orsay e l’Orangerie di Parigi, l’esposizione raccoglie le opere dei maggiori rappresentanti del gruppo: Giovanni Fattori, Silvestro Vega,Telemaco Signorini, Giovanni Boldini o Giuseppe Abbati. Nelle sale si alterneranno opere di piccolo e grande formato con ritratti e scene di serena intimitá familiare (opere di questa tipologia rientrano soprattutto nella seconda fase del movimento, quando gli artisti macchiaioli si legheranno in modo particolare agli ambienti della boghesia fiorentina) e quelle a carattere storico-militare, specchio della situazione politica che l’Italia stava allora attraversando: le guerre d’indipendenza e il nascente spirito patriottico in un’Italia ancora occupata dallo straniero . Bisogna ricordare infatti che buona parte degli artisti del movimento parteciparono attivamente alle guerre d’ indipendenza per la liberazione d’ Italia. Soldati. Ma anche  “cronisti armati di pennello”  delle battaglie a cui parteciparono, che impregnarono peró le composizioni di malinconia e disincanto, senza ovazioni al bellicismo.

L’ultima parte della mostra dedica spazio al lavoro dell’artista spagnolo Mariano Fortuny (Reus, 1838-Roma, 1874) che, pur non facendo parte del gruppo, utilizzó le stesse fonti artistiche.

In contrasto con le convenzioni accademiche dell’epoca, quello dei macchiaioli è un movimento artistico che si diffuse in Toscana nella seconda metá del XIX secolo. La forma dell’oggetto non è creata dal suo profilo, ma dal rimbalzo della luce che colpendolo arriva ai nostri occhi sotto forma di colore. Componendo perciò i colori sulla tavolozza e riportandoli a “macchie accostate” le une alle altre sulla tela, sarà poi l’occhio dell’osservatore a mescolarli nella sua retina e ad ottenerne gli effetti desiderati. Questo il principio del movimento, i cui artisti, ‘macchiaioli’, per l’appunto, si riunivano al Café Michelangiolo di Firenze, sotto l’ala protettrice del Mecenate di turno, Diego Martelli. Praticarono  una pittura di vivace interpretazione della natura impostata sulla visione a distanza che, eliminando i particolari e riducendo le figure e le cose alla più scarna apparenza, dava al colore, alla ‘macchia’ l’importanza principale.  Con la disposizione dei colori a zone unitarie, a macchia e con l’accorto uso dei toni locali, ottennero infatti nuove relazioni volumetriche e nuovi effetti prospettici .I macchiaioli infatti puntavano alla ricerca di una tecnica pittorica che cercasse d’imprimere sulla tela non tanto la rappresentazione della realtá (realismo), quanto l’impressione che poi spettava all’occhio umano cogliere. Con queste premesse, è chiaro che i macchiaioli sono considerati i veri e propri precursori del ben piú noto movimento artistico che vide la luce a Parigi qualche decennio piú tardi: l’impressionismo. Del resto, “l’arte non consiste nel rappresentare cose nuove, bensí nel rappresentare con novitá”.

 

Dove: Fundación Mapfre – Sala Recoletos (Paseo de Recoletos 23), Madrid.
Come arrivare: Cercanias: Recoletos/Metro: Colón L4.
Orario: Lunedì 14:00-20:00; dal martedì al sabato 10:00-20:00. Domenica e festivi 11:00-19:00.

Entrata gratuita

 

 

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