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Il Teatro Stabile alla Casa degli Italiani di Barcellona il 14 e il 15 luglio con “Il Ruggito del Camaleonte e Altre Voci”

Dopo il successo degli spettacoli del Teatro Stabile di Barcellona portati in scena nel Giugno e Ottobre 2011 e nel Marzo 2012, la compagnia fondata e diretta da Marco Barlocci  ritorna alla Casa degli Italiani con “Il Ruggito del Camaleonte e Altre Voci”, che andrà in scena i prossimi sabato 14 (a partire dalle 21) e domenica 15 (a partire dalle 19) Luglio. Con Annamaria Adamo, Sandra Sferragatta, Annalisa Pellegrino, Emiliano Cannavale, Giovanna Calore, Romina Ficca. La regia è di Marco Barlocci.

Ecco alcune note che lo stesso Barlocci ha voluto affidare alle pagine di www.casaitaliani.com per introdurre il pubblico allo spettacolo. L’ingresso è libero.

I due testi che il Teatro Stabile di Barcellona metterà in scena il 14 e 15 luglio alla Casa degli Italiani presentano due facce della stessa condizione: l’attesa.

Ne Il Ruggito del Camaleonte il sipario si apre su di una serata qualsiasi di una famiglia qualsiasi; in apparenza tutto è normale, salvo la presenza / assenza di un padre paralizzato da un incidente d’auto di molti anni prima. Una madre e le due figlie si preparano alla cena, ciascuna in attesa di qualcosa che forse neppure loro – salvo la più anziana – sanno bene identificare. E questo stato sospeso, sempre più snervante, interrotto dall’arrivo di ospiti inattesi, è terreno fertile per ricordi, dubbi, domande; via via salgono  allo scoperto i vizi e le virtù di ciascuno dei componenti della famiglia, crescono le tensioni e si sgretolano le maschere difensive …

Maschere che invece ben salde difendono i candidati ad un provino, tema centrale di Altre Voci.

La pièce si muove nell’ambiente sdrucciolevole dei casting teatrali, sorta di colloqui di lavoro in cui nulla è certo salvo, come si suol dire, l’incertezza. Scrive Michael Shurtleff: “… chiunque gli auditori dicano di cercare, il loro obiettivo può cambiare in qualcuno di completamente diverso.” E ancora: ” Non importa quello che gli auditori dicono di volere: il vostro compito in quanto attori è mostrare loro chi siete e quanto siete sensibili ai sentimenti del ruolo.” Ma come è possibile essere se stessi e presentare al contempo un personaggio, il cui compito è ridurre la durata del tempo che conduce al successo? Altre Voci si articola quindi come un breve metatesto, un teatro nel teatro.

Il tutto sotto lo sguardo benevolo del vecchio inglese: “Tutto il mondo è teatro ed uomini e donne semplicemente attori”

Nota bene. I nostri spettatori assidui ritroveranno quattro monologhi già noti, per l’intera durata di dieci minuti circa sull’intero spettacolo; occasione per verificare come sul palcoscenico non conti il testo ma l’interpretazione dell’attore.

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