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Silvio Berlusconi cambia posizione sul processo breve. Il premier, nel corso dei colloqui avuti ieri con Denis Verdini, tra i coordinatori del Pdl, e il guardasigilli Angelino Alfano, avrebbe infatti espresso l'opinione di non ritenere piu' questo tema prioritario.
Cosa motiva la nuova posizione, dopo settimane di pressing nei confronti dei finiani? Il presidente del Consiglio si e' persuaso che le eccessive mediazioni sul testo del provvedimento, rispetto a quello gia' approvato dal Senato, potrebbero stravolgerlo. Il rischio - a suo parere - sarebbe di fare il bis di quanto e' gia' avvenuto sul disegno di legge sulle intercettazioni, ormai fermo su un binario morto.
La posizione di Berlusconi si sarebbe ulteriormente rafforzata dopo l'incontro avuto ieri sera tra il ministro Alfano e il presidente Giorgio Napolitano su sollecitazione del Quirinale. Il capo dello Stato avrebbe ribadito le proprie perplessita' sulle norme in discussione sul processo breve, pur ribadendo di non voler entrare in alcun modo nel merito del provvedimento e che una sua valutazione generale si avra' solo alla fine dell'eventuale iter legislativo di approvazione. Considerate le posizioni dei finiani, del presidente della Repubblica e l'ostilita' del Consiglio superiore della magistratura, a questo punto Berlusconi sarebbe intenzionato a puntare su un nuovo Lodo Alfano, questa volta da approvare con una riforma costituzionale per evitare la tagliola della Consulta che ha gia' dichiarato incostituzionale un precedente Lodo.
La valutazione del premier e' che la questione della norma transitoria (l'effetto retroattivo dell'eventuale approvazione definitiva del processo breve) resta uno scoglio difficile da superare per la maggioranza di governo.
Sull'ipotesi di accelerare l'approvazione del Lodo costituzionale Berlusconi potrebbe inoltre contare sul via libera dei finiani e dell'Udc, riuscendo di conseguenza a svelenire il clima politico all'interno della maggioranza.
Le soluzioni tecniche sarebbero gia' allo studio: il governo si orienterebbe a modificare la legge sul legittimo impedimento in modo da allungare i tempi del pronunciamento della Consulta, atteso attualmente per il 14 dicembre. In questo modo il premier avrebbe la garanzia di uno ''scudo'' di protezione dai processi che lo vedono imputato fino all'approvazione del nuovo Lodo.
Ieri Berlusconi e Alfano sarebbero tornati a valutare l'eventualita' di un discorso del premier da tenere in Parlamento sui temi della giustizia per ribadire la tesi che da quando ha deciso di partecipare alla vita politica e' diventato bersaglio di una vera e propria persecuzione giudiziaria. Ed e' sempre allo studio la possibilita' che Franco Frattini, ministro degli Esteri, possa inviare una lettera ai suoi omologhi dell'Unione europea per spiegare la peculiarita' italiana della questione giustizia. Questo cambiamento di strategia da parte di Berlusconi allontanerebbe la possibilita' della fine anticipata della legislatura.
Verdini, uscendo dalla riunione con il premier a Palazzo Grazioli, ci ha tenuto a smentire che il presidente del Consiglio sia deciso a fissare le eventuali elezioni anticipate a marzo. Berlusconi sarebbe anche convinto di poter recuperare alcuni finiani in modo da poter avere i numeri per proseguire l'attivita' del governo. Il premier non si attende grandi novita' dal discorso che Gianfranco Fini terra' a Mirabello domenica prossima. Lo strappo politico (e personale) resta non ricucibile, ma lo stato maggiore del Pdl conta sul fatto che il presidente della Camera non puo' annunciare insieme la formazione di un nuovo partito e la separazione dalla maggioranza.
Questa posizione, secondo le previsioni del Pdl, sarebbe minoritaria all'interno dei gruppi di Futuro e liberta' alla Camera e al Senato. Nel caso Fini insistesse sulla linea dura, le defezioni - sempre secondo i vertici del Pdl - sarebbero numerose.
Quanto alla riunione dei probiviri del Pdl fissata per il prossimo 17 settembre con all'ordine del giorno i provvedimenti disciplinari nei confronti dei parlamentari finiani Bocchino, Granata e Briguglio, il coordinatore del partito Verdini precisa: ''Non c'e' nessuno slittamento della convocazione del collegio dei probiviri ma l'esito non e' scontato perche' c'e' un ragionamento aperto''. E' una dichiarazione che non soddisfa i finiani che continuano a chiedere l'annullamento della riunione dei probiviri come gesto di buona volonta' politica per riaprire il dialogo. |