| Lettera di dimissioni di Di Girolamo | | Stampa | |
| Scritto da Giuseppe di Claudio |
| Lunedì 01 Marzo 2010 09:22 |
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''Illustre Presidente, con la presente rassegno le mie dimissioni''. Cosi' si leggerebbe nella lettera che Nicola Di Girolamo presentera' oggi a Renato Schifani, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, che ha avuto un colloquio con l'ormai ex senatore accusato di essere vicino ai boss della 'ndrangheta. Di Girolamo, nella lettera, sosterrebbe che la vicenda che lo vede coinvolto ''non e' tutta 'criminale'. Sono entrato nell'Aula del Senato - spiega - forte di una delega affidatami da 24.500 elettori...ne' mafiosi ne' delinquenti. Di una piccola parte di costoro avrebbe abusato un gruppo di individui probabilmente 'inquinati' da frequentazioni criminali. Non mi interpreti come troppo 'ingenuo', signor Presidente. Non ero consegnato anima e corpo a questi figuri. La frenesia della compagna elettorale - scriverebbe ancora Di Girolamo - mi ha spinto a giudicare poco e male. E lei, mi auguro, immaginera' che non si diventi mafioso nella spazio di un mattino, colpevole come sono di uno o due incontri disattenti''. Il senatore prossimo alle dimissioni sostiene comunque di essere rimasto ''una persona perbene, incapace tuttavia di difendersi innanzi alla protervia dei malevoli e dei menzogneri. In politica ne ho incontrati alcuni....capaci di fagocitarmi nella smania delle promesse''. Seppure sollecitato dal giornalista del Corriere, Di Girolamo non fa nomi. Conclude la lettera: ''le mie colpe verranno circoscritte dalla verita' che sapro' esporre ai magistrati''. |
| Ultimo aggiornamento Lunedì 01 Marzo 2010 10:05 |







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