| È morto Antonio Giolitti | | Stampa | |
| Scritto da Giuseppe di Claudio |
| Lunedì 08 Febbraio 2010 11:49 |
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È mancato questa notte a Roma. Cordoglio del capo dello Stato e del mondo politico
È morto nella notte, a Roma, Antonio Giolitti. Partigiano, padre costituente, ministro, fu prima iscritto al Pci poi passò al Psi per tornare nelle file del partito comunista nel 1987, per l’ultimo incarico da parlamentare. Avrebbe compiuto 95 anni il 12 febbraio. Fu nipote di Giovanni Giolitti. Nacque a Roma nel 1915, dopo la laurea in legge nel 1940 si iscrisse al Pci. L’anno successivo fu arrestato per attività eversiva, poi rilasciato per insufficienza di prove. Con Giancarlo Pajetta fondò le brigate partigiane Garibaldi e nel 1944 rimase gravemente ferito in battaglia. Fu curato in Francia e tornò in Italia nell’aprile del 1945. Ferruccio Parri lo chiamò come sottosegretario agli Esteri. Nel 1946 fu eletto membro dell’Assemblea costituente, e poi deputato del Pci dal 1948 al 1957. Fu in quell’anno, dopo i fatti d'Ungheria, che Giolitti lasciò polemicamente il partito. «Sono giunto alla grave e amara decisione di uscire dal Pci», scrisse il 19 luglio del 1957, «attraverso una esperienza profondamente meditata e sofferta». A spingerlo alla decisione, «l’interpretazione del marxismo, del XX Congresso e dell’VIII Congresso che emerge da quella polemica e si contrappone a ogni idea innovatrice e a ogni onesto tentativo di ricerca intorno ai gravissimi problemi aperti dal XX Congresso e dai fatti di Polonia e d’Ungheria». Per queste ragioni politiche, spiegò, «e non certo per un puntiglio intellettualistico, io non posso più accettare una disciplina formale che significherebbe rinuncia a battermi per le idee e gli obiettivi che ritengo oggi essenziali alla vittoria del socialismo». Giolitti passò allora al partito socialista con cui fu rieletto deputato dal 1958 al 1976. Ministro del Bilancio dal 1963 al 1964, dal 1969 al 1972 e dal 1973 al 1974 nei governi di centrosinistra organico guidati da Moro, Rumor e Colombo, fu uno dei principali ispiratori della programmazione economica. Dal 1977 al 1985 fu commissario presso la Comunità economica europea. Ma nel 1985 anche il Psi cominciò a stare stretto a Giolitti che lasciò il partito in polemica con Bettino Craxi. Nel 1987 fu eletto senatore come indipendente del Pci e a fine legislatura, nel 1992, si ritirò dalla politica attiva. Il presidente della Repubblica Napolitano, appresa la notizia ha espresso il suo vivo cordoglio: "Partecipo con profonda commozione al dolore dei famigliari e al piu' vasto cordoglio per la scomparsa di Antonio Giolitti. Deputato all'Assemblea Costituente, parlamentare per numerose legislature, ministro della Repubblica, membro italiano della Commissione Europea per due mandati, Antonio Giolitti ha lasciato l'impronta di una personalita' di eccezionale levatura culturale e morale nella vita politica e nell'attivita' di governo. La sua finezza intellettuale, la sua coerenza e la sua dirittura, sempre accompagnate da rara sobrieta' e discrezione, sono state per me personalmente fonte di ispirazione e hanno nutrito una sempre piu' schietta amicizia tra noi. Le istituzioni della Repubblica rendono ad Antonio Giolitti rispettoso e riconoscente omaggio''. Anche il presidente del Senato Renato Schifani ha inviato alla famiglia un telegramma di cordoglio: ''Desidero esprimere il piu' profondo cordoglio per la scomparsa di Antonio Giolitti, protagonista di molti decenni di storia italiana. Dalla militanza antifascista alla Liberazione, dalla partecipazione alla Costituente ai numerosi incarichi di governo, nazionale e sovranazionale, e alla lunga attivita' parlamentare, conclusasi nel 1992 con la X Legislatura in Senato, Giolitti ha rappresentato per il Paese un esempio altissimo di valore umano e civile. Vi giungano, anche a nome dei colleghi senatori, i sentimenti di sincera e commossa partecipazione''. Antonio Giolitti, ''e' stato un protagonista eccezionale della nostra storia. Ha attraversato il Novecento sempre in prima linea, dall'antifascismo alla lotta partigiana, dalla Costituente alla rinascita del Paese. Fu un uomo di sinistra capace di vedere tra i primi errori e tragedie del socialismo reale mantenendo un rigore morale e una onesta' intellettuale che ci mancheranno e che mancheranno a tutto il paese''. Lo afferma in una nota Pier Luigi Bersani, segretario del Partito democratico. Per l'ex segretario Ds Piero Fassino, Giolitti e' stato ''un protagonista della storia della Repubblica, della democrazia e della sinistra. Un partigiano combattente che uni' la tradizione liberale della sua famiglia prestigiosa con l'ansia di liberta' e di giustizia di una nuova generazione. Un leader politico che seppe vedere e capire prima di molti altri la tragedia del comunismo e battersi, spesso in solitudine, per un socialismo democratico fondato sulla liberta'. Un uomo di governo riformatore ed europeista che ha dedicato tutta la sua vita ad affermare valori di laicita', eguaglianza, solidarieta' e civilta'''. Fassino ricorda come ''avesse guardato con simpatia e speranza alla svolta di Occhetto, aderendo anche ai Democratici di Sinistra e portandovi l'entusiasmo e la passione della sua lunga militanza socialista''. ''Con dolore apprendo la notizia della perdita di Antonio Giolitti. Con lui scompare una grande figura della vita politica e civile del Paese. Uomo della sinistra italiana, fu tra i protagonisti della Resistenza. Padre della Costituzione, a lungo impegnato nelle istituzioni come ministro e come parlamentare. La sua vita e' stata ispirata dai valori della democrazia e della pace, che sono il fondamento della nostra Repubblica e della nostra Carta Costituzionale''. Cosi' il Vice Presidente del Senato Vannino Chiti esprime il suo cordoglio per la scomparsa di Antonio Giolitti. ''Esprimo a nome mio personale, della Presidenza e di tutte le senatrici e i senatori del gruppo le condoglianze alla famiglia per la scomparsa di Antonio Giolitti. Con lui se va un uomo che ha valorizzato con il suo operato le istituzioni democratiche del nostro Paese. Partigiano, padre costituente, parlamentare e uomo di governo ha saputo interpretare con profondita' e rigore il socialismo italiano ed essere protagonista della sinistra riformista del Paese''. Cosi' Anna Finocchiaro, Presidente del gruppo Pd a Palazzo Madama, ricorda la figura di Antonio Giolitti. |
| Ultimo aggiornamento Lunedì 08 Febbraio 2010 12:07 |







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