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Per l'Italia a rischio i fondi strutturali UE PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe di Claudio   

Parlamentari italiani UE si riuniscono a Bruxelles per lanciare un allarme bipartisan

Nel 2010 sono a rischio i fondi strutturali europei per il Mezzogiorno. E' l'allarme che lanciano gli eurodeputati eletti nel Mezzogiorno, che si sono riuniti a Bruxelles per discutere insieme a Michele Oasca Raymondo, direttore generale commissione europea per la politica regionale, dello stato di attuazione della programmazione dei fondi strutturali 2007-2013 nelle regioni italiane.

L'incontro e' stato promosso da Gianni Pittella. Gli altri eurodeputati che sostengono l'iniziativa sono: Pino Arlacchi, Raffaele Baldassarre, Rita Borsellino, Andrea Cozzolino, Rosario Crocetta, Paolo De Castro, Salvatore Iacolino, Vincenzo Iovine, Giovanni La Via, Clemente Mastella, Barbara Matera, Erminia Mazzoni, Aldo Patriciello, Mario Pirillo, Crescenzio Rivellini, Sergio Paolo Francesco Silvestris, Salvatore Tatarella, Giommaria Uggias.

Se, ad eccezione della Sicilia che ha subito un disimpegno di 55 milioni di fondi, per il 2009 le regioni sono riuscite ad evitare il rischio di disimpegno automatico delle risorse comunitarie (in applicazione della regola secondo cui i fondi vanno utilizzati entro il secondo anno successivo all'impegno), non paiono altrettanto rosee le previsioni per il 2010. Dalla riunione - spiega un comunicato - e' emerso che la maggioranza dei programmi operativi non e' ancora a regime anche a causa di un contesto socioeconomico peggiorato dalla crisi internazionale.

Per tale ragione gli eurodeputati esprimono la loro preoccupazione, in particolare per le regioni dell'obiettivo convergenza, e sollecitano tutti gli attori interessati, Commissione europea, governo nazionale, governi regionali e soggetti privati, ad un impegno comune affinche' siano utilizzate le risorse comunitarie disponibili e siano raggiunte le soglie stabilite per evitare i rischi di disimpegno.

E' necessario - spiegano gli eurodeputati - responsabilizzare e mobilitare tutta la macchina politica ed amministrativa che interviene nell'attuazione dei programmi e velocizzare le procedure di selezione dei nuovi progetti impegnando risorse per una quota rilevante entro la fine di febbraio, cioe' prima della fine della legislatura per quelle regioni in cui si svolgeranno le elezioni regionali, verificando anche la possibilita' di rivedere i vincoli del patto di stabilita' interno. Per quanto riguarda il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), per le regioni dell'obiettivo convergenza, il volume di spesa pubblica da certificare alla Commissione nel corso del 2010 e' pari a circa 5 miliardi di euro.

 

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