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Per la decima volta l'Italia ricorda il 27 gennaio la fine della Shoah. Nello stesso giorno del 1945 furono infatti liberati gli ebrei rinchiusi nel campo di concentramento di Auschwitz.
Da qui l'idea di fissare per legge ogni 27 gennaio il ''Giorno della memoria'', scelta che accomuna l'Italia ad altri paesi europei come Germania e Gran Bretagna. Oggi lo sterminio del popolo ebreo e' ricordato anche dall'Onu con una specifica cerimonia. Preghiere in sinagoga, mostre storiche, spettacoli teatrali, convegni e concerti si svolgeranno in tutta Italia mentre Rai e Mediaset metteranno in onda specifiche trasmissioni dedicate alla Shoah. La cerimonia piu' solenne si svolgera' al Quirinale questa mattina, quando, alla presenza del capo dello Stato Giorgio Napolitano, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta consegnera' le medaglie d'onore ai cittadini italiani superstiti che sono stati deportati e internati nei lager nazisti. Un altro evento significativo e' stato organizzato a Montecitorio. Su invito di Gianfranco Fini, presidente della Camera, lo scrittore ebreo Elie Wiesel, Premio Nobel per la pace, sopravvissuto all'Olocausto e autore di numerosi libri sulla persecuzione degli ebrei da parte dei nazisti, pronuncera' un discorso nell'aula di Montecitorio alla presenza del presidente della Repubblica e di tutte alte cariche dello Stato. La cerimonia sara' trasmessa in diretta su Raiuno alle 12,10. A dieci anni dal varo della legge che ha istituito il Giorno della memoria e' stato creato un Comitato coordinatore che ha avuto incarico di organizzare le celebrazioni. Renzo Gattegna, che rappresenta gli ebrei italiani in quanto presidente dell'Unione delle comunita' ebraica italiana (Ucei), ha dichiarato che ''la giornata della memoria, al di la' delle cerimonie ufficiali, deve cercare di perpetuare il senso vero di questo giorno: la denuncia di ogni sopraffazione''. Il Giorno della memoria e' stato istituito con la legge n. 211 del 20 luglio dal Parlamento italiano che in questo modo ha aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime del nazismo e del fascismo, dell'Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.  Il testo dell'articolo 1 della legge cosi' definisce le finalita' del Giorno della memoria: ''La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, Giorno della Memoria, al fine di ricordare la Shoah (lo sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subi'to la deportazione, la prigionia, la morte, nonche' coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati''. La scelta della data ricorda il 27 gennaio 1945 quando le truppe sovietiche dell'Armata Rossa, nel corso dell'offensiva in direzione di Berlino, arrivarono presso la citta' polacca di Auschwitz scoprendo il famoso campo di concentramento e liberando i pochi superstiti che vi erano rinchiusi. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l'orrore del genocidio nazista. Tra le tante iniziative in questi giorni per ricordare le vittime dell'Olocausto, e' partito ieri sera dal binario 21 della Stazione centrale di Milano, quello stesso da cui iniziavano il loro viaggio i deportati italiani, il ''treno della memoria'' organizzato da Cgil e Cisl della Lombardia con il patrocinio della Provincia. Hanno viaggiato fino ad Auschwitz 650 passeggeri che oggi visiteranno il famigerato campo di concentramento. “Il 27 gennaio di ogni anno celebriamo, dal 2000, il Giorno della Memoria per ricordare l’abbattimento dei cancelli del campo di sterminio nazista di Auschwitz, avvenuto il 27 gennaio 1945. E’ una data simbolica che, ricordando il giorno della fine delle atrocità compiute dal regime di Adolf Hitler ad Auschwitz, serve da monito per le generazioni future affinché siano vigili per non far proliferare i germi di ogni totalitarismo e sopraffazione” lo dichiara il vicepresidente della Commissione Affari esteri della Camera e Presidente Unaie (Unione nazionale associazioni di immigrazione ed emigrazione), on. Franco Narducci in occasione della celebrazione del Giorno della Memoria. “Commemorare oggi la Shoah - ha sottolineato Franco Narducci - significa non solo rendere onore alle persone sterminate nei lager, circa 6 milioni di ebrei europei, ma anche contestualizzare le responsabilità di ciascuno nella convinzione che la storia si costruisce con i gesti di ogni essere umano”. “Oggi - ha affermato Narducci - siamo chiamati a discernere ciò che è secondo la dignità della persona da ciò che nel tempo porta alla sopraffazione dell’uomo stesso, siamo chiamati a leggere i segni che si manifestano nel tempo e che si erano manifestati anche prima di Auschwitz ma senza essere considerati con il giusto livello di allarme per quello che sarebbe successo in seguito. Dobbiamo avere la capacità di individuare quei segnali di razzismo che si insinuano nella società della globalizzazione e dell’immigrazione, dove si ipotizzano discriminazioni per gli immigrati o restrizioni lesive della dignità”.
“Questa storia della persecuzione degli ebrei, così recente ma al contempo lontana per le giovani generazioni, non deve essere dimenticata - ha concluso l’on. Narducci - e dobbiamo trarre insegnamento per imparare a riconoscere, nella società di oggi, i segnali di sofferenza del genere umano, sintomo di sopraffazione ad ogni livello. Se la democrazia si costruisce con la partecipazione e la libertà, compreso il libero accesso ad internet, dobbiamo dire che ancora oggi queste cose le vediamo negate in diverse parti del mondo ed abbiamo il dovere morale di lavorare affinché mai più si ripetano genocidi e soprusi come quelli a cui abbiamo assistito con l’affermazione dell’ideologia nazista in Europa”. |