| Solidarietà a Berlusconi | | Stampa | |
| Scritto da Giuseppe di Claudio |
| Lunedì 14 Dicembre 2009 16:02 |
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Il premier colpito proditoriamente da uno psicolabile al termine del suo comizio a Milano. In Italia è in pericolo la democrazia. Tanto tuonó che piovve. Da mesi i servizi segreti andavano allarmando su un potenziale attentato a Berlusconi. Il clima politico italiano non lascia dubbi: la tensione è salita alle stelle e gli animi cominciano a scaldarsi. Per fortuna dell'Italia e dello stesso premier, l'autore dell'esecrabile gesto è uno psicolabile, infermo mentale da una decina di anni e sottoposto a terapia continua. Questo peró non deve far abbassare la guardia. Fra le centinaia di prese di posizione della stampa italiana ed estera ci piace fare nostra quella di Ezio Mauro apparsa sulle colonne di Repubblica. Il direttore del quotidiano nei mesi scorsi non è stato certo tenero nei confronti del presidente del consiglio; ma non ha esitato a scrivere un editoriale che sottoscriviamo in tutta la sua onestà morale. Scrive Mauro: "Hanno colpito Berlusconi. L'immagine del volto del Premier trasformato in una maschera di sangue raggiunge tutti noi con la sua carica di violenza. Con la follia che trasforma un uomo in simbolo da abbattere ad ogni costo e con ogni mezzo, e la persona che diventa un bersaglio fisico. Il film drammatico di piazza Duomo farà il giro del mondo, testimoniando il degrado dello scontro politico in Italia." "Ma per una volta, non è questo che conta" - prosegue Mauro. "Conta l'effetto su ognuno di noi, sul Paese, sul sistema politico. Amici e avversari, sostenitori e oppositori oggi devono essere solidali con il premier - come siamo noi - e senza alcun distinguo, nel momento in cui è un uomo colpito dalla violenza. E devono fare muro contro l'insania di questo gesto, prima di tutto perché è gravissimo in sé e poi perché può incubare una stagione tragica che abbiamo già sperimentato, negli anni peggiori della nostra vita. Solo così la politica (che la violenza vuole ammutolire) può salvarsi, ritrovando il suo spazio e la sua autonomia, nella quale è compreso il confronto durissimo tra maggioranza e opposizione e anche lo scontro di opinioni, programmi e strategie. Ma distinguendo, sempre, tra le critiche e l'odio, tra il contrasto d'idee e la violenza, tra le funzioni e le persone" Anche se il gesto di piazza Duomo è fortunatamente isolato e frutto di follia, conclude Mauro, in gioco c'è niente meno che la libertà. La libertà di Berlusconi di dispiegare le sue politiche e le sue idee coincide con la nostra stessa libertà di criticarlo. Questo spazio di libertà si chiama democrazia: difendiamola." L'augurio affettuoso che rivolgiamo al presidente del Consiglio come italiani all'estero, è quello di ristabilirsi al più presto; nello stesso tempo gli rivolgiamo un pressante appello affinchè, messe da parte le esigenze della maggioranza, lavori per restituire centralità al parlamento e onore alle istituzioni oggi mortificate da una insana polemica. Silvio Berlusconi ha ancora la possibilità di passare alla storia del nostro paese. Questo incidente ignobile potrebbe essere l'occasione per dare una svolta. È necessario però che vengano emarginati i falchi e dato spazio alle colombe che occupano spazi di potere e che appartengono a tutte le componenti del parlamento. |
| Ultimo aggiornamento Lunedì 11 Gennaio 2010 05:18 |







Altro che suicidio politico. Dopo Mirabello e l?intervista con Mentana, a giudicare da commenti ed umori, la credibilità ed il gradimento di Gianfranco Fini sono in forte ascesa, tanto da potersi permettere un commento ironico (e colto), circa le manovre e manovrine scomposte contro di lui, da parte del binomio B&B (definite da Shakespeare ?Tanto rumore per nulla?) e chiosare che, se davvero Bossi e Berlusconi intendono chiedere al Colle le sue dimissioni, dimostrerebbero, fuor d?ogni dubbio, un totale e colpevole ?analfabetismo costituzionale?.
Su un punto il vertice di ieri sera ad Arcore tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi e' stato unanime: la richiesta delle dimissioni di Gianfranco Fini dal ruolo istituzionale di presidente della Camera.
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