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A Madrid una mostra sul '700 veneziano PDF  | Stampa |  E-mail
Scritto da Giuseppe di Claudio   
Venerdì 27 Marzo 2009 13:40

A partire da oggi, fino al 7 giugno, il Museo della Real Academia de Bellas Artes de San Fernando, a Madrid, ospiterà la mostra "Settecento veneziano, dal Barocco al Neoclassicismo".

I visitatori potranno ammirare 52 tele di grandi artisti veneziani, da Canaletto a Tiepolo, da Bellotto a Ricci. La curatrice della mostra, Annalisa Scarpa, ha spiegato che il 90 per cento delle opere non è mai stato esposto in Spagna e che circa la metà varca per la prima volta i confini del nostro Paese.

Tra i grandi lavori della pittura veneziana del settecento sarà possibile ammirare opere di pittura figurativa o religiosa, come il Trionfo di David, l'Entrata trionfale di Alessandro Magno a Babilonia di Gaspare Diziani, Betsabè di Gian Antonio Pellegrini; o mitologica, come Diana e le ninfe al bagno di Jacopo Amigoni, Rinaldo e Armida di Gian Battista Tiepolo o l'Immacolata di Gian Domenico Tiepolo; ma anche meravigliosi paesaggi, come Inverno e Estate di Marco Ricci.

Le città che ospiteranno la mostra saranno Madrid e Siviglia rispettivamente dal 26 marzo al 7 giugno 2009 presso la Real Academia de Bellas de San Fernando della capitale spagnola e poi, successivamente, presso il Museo delle Belle Arti della città andalusa.

Nell'introduzione al catalogo, scrive l'ambasciatore d'Italia Pasquale Terracciano: a differenza dei secoli precedenti, il Settecento è per Venezia un secolo di decadenza politico-militare, dove però, come spesso succede, le arti figurative e in special modo la pittura conoscono uno sviluppo straordinario, raggiungendo livelli di altissima raffinatezza. È questo il momento in cui i magnifici palazzi veneziani si adornano di stucchi e damaschi ed i loro proprietari commissionano ai migliori pittori del tempo quadri ispirati ad atmosfere spensierate, a scene galanti, ai paesaggi e alla mitologia, quasi a voler esorcizzare il presente.

Diminuisce sensibilmente l’influenza religiosa nei temi raffigurati, mentre riemergono i grandi filoni del Cinquecento, nel tentativo di dare vita ad un nuovo Rinascimento. La centralità dell’uomo e in particolare della donna e il paesaggio vengono coniugati in un’ambientazione spesso arcadica. In questo panorama, la figura che spicca in assoluto nel periodo culminante della scuola veneta è il Tiepolo, con la sua eccezionale capacità storico-narrativa.

Tiepolo, pittore di corte preferito di Carlo III, per il quale, tra gli innumerevoli lavori, eseguì nella Sala del Trono di Palazzo Reale "La Maestà della Monarchia Spagnola, assistita dalle Virtù e circondata da tutti i suoi Santi", emblema di una Spagna che guardava anch’essa con nostalgia al suo antico splendore. Del Tiepolo occorre ricordare che fu nominato professore d’Anatomia all’Accademia delle Belle Arti di San Fernando. È quindi una grata coincidenza che questa mostra, che comprende numerose opere del celebre pittore, trovi accoglienza in questa prestigiosa Istituzione.

All’interno della corrente del Settecento Veneziano continua l'ambasciatore Terracciano -  si sviluppa uno stile che è forse il più noto anche al pubblico meno esperto, il "vedutismo", e del quale il Canaletto, Luca Carlevarijs, Bernardo Bellotto, Michele Marieschi e Francesco Guardi sono solo alcuni dei nomi più noti ed i protagonisti dell’epopea pittorica veneziana del Settecento. Ma accanto a loro lavorano numerosissimi altri artisti definiti "minori", solo perché meno famosi, ma ugualmente capaci di produrre immagini di grande fascino e qualità. Caratteristica di questo stile è quella di riprendere con dovizia di particolari, in forma calligrafica, gli aspetti più o meno noti della città lagunare per soddisfare le esigenze di una variegata committenza: dalle famiglie patrizie italiane alle Case regnanti europee, dai nobili che visitavano la Serenissima nel corso del Grand Tour fino ai personaggi che a Venezia mai hanno soggiornato, ma che, soggiacendo al fascino della città, intendevano egualmente decorare le loro residenze - una villa nella campagna inglese o un castello tedesco - con vedute di Piazza San Marco o del Canal Grande.

È la prima volta in Spagna che tutte queste espressioni pittoriche ed i relativi esponenti si ritrovano riuniti in una mostra, offrendo al visitatore un colpo d’occhio completo del "secolo d’oro" della pittura veneziana. "Il Settecento Veneziano: dal Barocco al Neoclassicismo" è una mostra "pensata per la Spagna". Le opere del Settecento veneziano e del vedutismo, in particolare, sono state oggetto di numerose mostre in tutte il mondo, compresa la Spagna.

Questa volta, però, 42 delle 52 opere esposte non hanno mai toccato terra iberica. Tra queste da segnalare il "Rinaldo e Armida" del Tiepolo, alcuni Canaletto e Carlevarijs. Lo stesso dicasi per i 5 Sebastiano Ricci presenti, tra cui la meravigliosa "Venere allo Specchio" della collezione Terruzzi. Mai visti in Spagna sono anche gli Amigoni del periodo inglese: dell’autore esistono a Madrid alcuni ritratti di monarchi e della famiglia reale spagnola. Altre opere non sono mai state esposte al pubblico, neppure in Italia. Si tratta delle allegorie dell’Inverno e dell’Estate di Marco Ricci, appartenenti alla Collezione Zonin, e la splendida veduta dell’interno della Basilica di San Marco di Bison, appartenente alla collezione Romano.

Tra i mai visti in Spagna, infine, l’enorme "Caccia ai tori a Piazza San Marco" di Gian Battista Cimaroli, che occupa tutta una parete e si sposa con un’opera a "quattro mani" di Canaletto e Cimaroli stesso, dedicata al medesimo soggetto, opere entrambe che cattureranno sicuramente l’attenzione degli Spagnoli per le analogie con la "Corrida". Questa iniziativa trova accoglienza in Spagna, presso l’Accademia delle Belle Arti di San Fernando di Madrid e successivamente presso il Museo di Belle Arti di Siviglia, città che, per certi aspetti, presenta non poche analogie e collegamenti con quella di Venezia.

L’allestimento dell'esposizione è stato reso possibile grazie al patrocinio del Banco Santander, di tutti i musei, enti pubblici e collezioni private che, con grande generosità, hanno accettato di cedere temporaneamente alcune delle loro eccezionali opere per farle conoscere al pubblico spagnolo e internazionale, nonché ai due Musei di Madrid e Siviglia per l’accoglienza nelle loro splendide strutture.

Ultimo aggiornamento Venerdì 08 Maggio 2009 08:00
 

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